«Troppi tagli a Penne e Popoli ora tutti si riversano a Pescara»

17 Agosto 2016

PESCARA. «Quello che è successo al Pronto soccorso è il frutto di una politica sanitaria sbagliata. Se si tagliano i servizi a Penne e a Popoli, è ovvio che l’utenza si riversi a Pescara. Ma il...

PESCARA. «Quello che è successo al Pronto soccorso è il frutto di una politica sanitaria sbagliata. Se si tagliano i servizi a Penne e a Popoli, è ovvio che l’utenza si riversi a Pescara. Ma il Pronto soccorso di Pescara non è in grado di accogliere questa massa di pazienti e, purtroppo, andrà sempre peggio». È nera la previsione di Gabriele Pasqualone (foto), segretario regionale del sindacato della sanità Fials: «La politica dei tagli e dei risparmi a tutti i costi non paga», dice Pasqualone, «la politica deve prima riorganizzare i presidi e poi tagliare quello che non è utile altrimenti si creano soltanto disagi ai cittadini e al personale della sanità. Per noi», continua Pasqualone, «le file al Pronto soccorso non sono affatto una sorpresa: lo avevamo già previsto e l’avevamo detto anche al direttore generale Armando Mancini. Senza servizi nell’entroterra e in un periodo in cui si moltiplicano i residenti a causa della presenza dei turisti, è normale che il Pronto soccorso scoppi: Pescara non può essere il punto di riferimento dell’intera provincia. E oltre ai pazienti costretti a sopportare attese troppo lunghe», conclude Pasqualone, «anche il personale si trova esposto al rischio di errori».