Troppi tagli, l’ippodromo è a rischio di chiusura

L’allarme del dirigente dell’impianto di Sambuceto: «Posti di lavoro in pericolo» La crisi fa diminuire i contributi pubblici, sono in calo anche le scommesse
PESCARA. «La situazione del settore degli allevamenti e dell’ippica è in gravissima crisi da anni, ma, contrariamente a quanto si pensava, la prospettiva per il 2016 è di ulteriore e forse definitivo collasso. In parole povere, parlare di chiusura di impianti è più che una previsione». Parole pesanti quelle di Giampiero Pieraccini, dirigente dell’ippodromo d’Abruzzo di Sambuceto. Nonostante i segnali di ripresa degli ultimi anni, derivati anche dal trasferimento in Abruzzo di quote di attività prima svolte in impianti come Tor di Valle, sulla prossima stagione pesa l’incognita di un pesante ridimensionamento delle attività che per Sambuceto potrebbe voler dire semplicemente chiusura. Tutto è legato ai nuovi tagli al settore contenuti nella legge di stabilità. «Le riduzioni di fondi, di circa 20 milioni, sarebbero difficilmente sopportabili da un movimento che negli ultimi anni è stato già fortemente penalizzato dalle politiche del ministero. Inevitabilmente, si tradurranno in impianti chiusi, perdita di altre centinaia di posti di lavoro negli allevamenti e negli ippodromi, nonché di depauperamento di un patrimonio che non è solo sportivo ma anche culturale e sociale, considerando che il mondo del cavallo non è solo corse», aggiunge Pieraccini.
Tra le motivazioni dei tagli, una delle più sorprendenti è legata al calo di introiti dalle sale corse. Un calo che non era difficile prevedere dal momento in cui il governo ha autorizzato i palinsesti virtuali (cavalli ma anche cani, macchine, moto e squadre di calcio inventate dai programmisti delle società che gestiscono le scommesse e che vanno in “pista” ogni 5 minuti). Insomma, stretti dal doppio morso della crisi e dal venir meno delle risorse degli scommettitori (a cominciare dalla mitica Tris) gli ippodromi italiani rischiano un drastico ridimensionamento. E Sambuceto è fra quelli più a rischio.

