Trotta, le tangenti e i destinatari: Dolce convocata dalla Procura

I pm vogliono risentire la coordinatrice della coop, indicata da Mattucci come testimone delle dazioni E il direttore generale della Asl, Ciamponi, puntualizza: «Mai ricevuto denaro o altre utilità da Trotta»
PESCARA. Mercoledì pomeriggio Luigia Dolce, la ex coordinatrice della Rondine, la coop finita nel ciclone giudiziario per l’appalto milionario che si aggiudicò grazie ai favori di Sabatino Trotta, dirigente dell’Azienda sanitaria, verrà ascoltata di nuovo dai magistrati Anna Benigni e Luca Sciarretta che conducono questa delicata inchiesta sulla corruzione nei pubblici appalti.
DOLCE IN PROCURA Dolce è stata convocata dalla procura per fornire ulteriori chiarimenti sulle vicende che portarono al suo arresto e a quello di Trotta (suicida in carcere a Vasto in giorno del suo arrivo) e di Domenico Mattucci, ex numero uno della stessa coop, posto ai domiciliari giovedì scorso dopo aver reso ai pm un’ampia confessione. La ex coordinatrice della coop deve dire quello che forse avrebbe omesso nell’interrogatorio di garanzia davanti al gip Nicola Colantonio, che ha permesso di uscire subito dal carcere per andare ai domiciliari. E che qualcosa manchi nella sua confessione è emerso proprio dopo aver ascoltato quella più completa di Mattucci, il quale ha tenuto a ribadire che la Dolce era a conoscenza di tutto quello che accadeva, ed era stata presente ad ogni dazione di soldi. Anche a quella che coinvolgerebbe l’attuale direttore generale della Asl, Vicenzo Ciamponi che, come anticipato ieri, è stato tirato in ballo pesantemente da Mattucci quale destinatario di una tangente, richiesta a suo dire da Trotta: soldi che dovevano servire per l’acquisto di un’autovettura (accertamento già effettuato dalla finanza dopo gli arresti). E la Dolce, è convinta l’accusa, non poteva non saperlo, così come potrebbe sapere molto di più di quanto ha già riferito su quella busta piena di soldi che lei stessa consegnò a Trotta per volere di Mattucci: soldi, sembra, destinati alla politica romana per addomesticare la scalata di Trotta che fra le fila di Fratelli d'Italia si era presentato alle passate elezioni regionali.
I RAPPORTI DI TROTTA In questi giorni l’indagata, dopo il brusco impatto dell’arresto, ha avuto modo di riordinare le idee e sembra sia pronta ad aggiungere altri particolari di rilievo sulle attività di Mattucci e Trotta. E questo emerge anche dal provvedimento con il quale il gip Colantonio (che ha firmato le misure cautelari) ha disposto i domiciliari per Mattucci. Il giudice, nel sottolineare la genuinità della confessione di Mattucci che, fra le altre cose ha tirato fuori anche la dazione destinata a Ciamponi, mai trattata nella misura cautelare, ha anche scritto che «Mattucci ha ricostruito i rapporti che Trotta aveva con soggetti di vertice dell’apparato tecnico-politico-amministrativo che gestivano la sanità pubblica, cui il funzionario pubblico si rivolgeva ripetutamente per ottenere benefici illeciti per le attività imprenditoriali del Mattucci stesso».
Ecco che nella confessione dell’ex presidente della coop c’è tutto: politica e vertici Asl. «Mattucci confermava», aggiunge il giudice, «l’esistenza di svariati rapporti con Trotta, ulteriori rispetto alla vicenda della gara di appalto in Pescara, che erano diretti allo scopo di alterare rapporti economici e gare di appalto pubblici in ambito regionale ed extraregionale, sempre in favore degli enti gestiti da Mattucci». Si delinea così come avevano prospettato i pm Benigni e Sciarretta, un quadro più ampio di vera gestione illecita di più gare pubbliche.
CIAMPONI PUNTUALIZZA E in merito a una presunta dazione di denaro di cui ha parlato Mattucci al giudice, denaro consegnato a Trotta e destinato al direttore generale della Asl Ciamponi, lo stesso manager ieri ha precisato in una nota: «In merito alla notizia apparsa stamane su un quotidiano locale, smentisco categoricamente e nella maniera più assoluta di aver mai ricevuto danaro o altre utilità, né qualsiasi promessa in tal senso dal dottor Sabatino Trotta. Ribadisco che l’aggiudicazione dell’appalto in favore della Cooperativa SGS e, per essa, dell’impresa esecutrice designata Cooperativa La Rondine è avvenuta nella più totale sconoscenza, da parte dei dirigenti preposti e del sottoscritto, dei fatti di corruttela che risultano emergere dalle indagini in corso. Preciso altresì che il provvedimento di aggiudicazione e l’accessivo contratto sono stati sottoscritti a seguito di approfondita e rigorosa istruttoria ad opera dei competenti uffici amministrativi della Asl, con la consulenza di un legale esterno esperto della materia. Aggiungo, infine», conclude Ciamponi, «completa fiducia sull’operato della magistratura».
LA VERITÀ DAL CELLULARE Intanto, fra qualche giorno arriveranno in procura anche i contenuti del cellulare dello psichiatra deceduto in carcere, estrapolati da un consulente informatico nominato dalla procura: potrebbero servire a fare ulteriore chiarezza su certi rapporti tra Trotta con i vertici della Asl e gli uomini della politica, regionali e nazionali. Non va dimenticato, poi, che nel cellulare di Trotta era installato un trojan: micidiale captatore informatico presente in tutti gli incontri, formali e amicali, che Trotta ebbe, non solo con Ciamponi, anche in maniera ripetuta. Di fatto, la morte di Trotta penalizza molto il prosieguo delle indagini. Solo il primario avrebbe potuto dire fino a che punto quelle richieste di denaro fatte a Mattucci erano effettivamente destinate ai suoi interlocutori del versante della politica e di quello della Asl.

