«Trovare i fondi per il Rampigna»
Parco Archeologico: il Comune incassa il sì condizionato del comitato cittadino
PESCARA. Il Comitato Rampigna esprime soddisfazione per la decisione del consiglio comunale di «riconoscere il valore archeologico del campo Rampigna» che nel giugno scorso ha restituito i resti di uno scheletro di donna risalente a 1600 anni fa, un pezzo di mura di una chiesa medioevale e altri preziosi reperti. Il consiglio comunale nel Documento unico di programmazione, approvato il 29 dicembre, ha disposto anche lo spostamento dell’impianto sportivo, stretto tra via Spalti del Re e piazza Martiri Giuliano Dalmati, e pone le premesse per la realizzazione del Parco Archeologico». Ebbene, «i recenti sondaggi esplorativi hanno confermato che l’area promette importanti ritrovamenti di epoca romana e altomedioevale», scrive il comitato in una nota, «altre vestigia sono relative alla Piazzaforte cinquecentesca e si integrano a quelle emerse lungo la ferrovia. Una campagna di scavi adeguata, che coinvolga le università e il volontariato culturale può restituire alla città un pezzo della sua storia e fornire l’occasione di un parco affacciato sul fiume, riconnesso alla sua golena, che ne ospiti le testimonianze come parte vitale del suo assetto contemporaneo» Ora «l’impegno procede», è l’auspicio del comitato cittadino, «sia per sostenere il reperimento dei fondi ministeriali necessari e per l’attivazione di un mecenatismo locale, ma anche per promuovere uno studio comunale di fattibilità del Parco, esteso all’insieme delle aree a nord del fiume ricomprese nel perimetro della “Fortezza”». La speranza è che «l’uscita dalla pandemia ci porti anche i primi atti concreti per la realizzazione del Parco Archeologico».

