Trovati i ragazzi spariti: erano a Milano per cercare un influencer

L’abbraccio con i genitori in questura dopo più di 24 ore di angoscia La zia: «Diceva “io me ne vado” e parlava di notte con gli amichetti»
PESCARA. Una bravata o la voglia di mettersi in mostra dietro la fuga dei tre ragazzini, spariti mercoledì mattina da Pescara e ritrovati il giorno dopo a Milano. Diego, Nicholas e Riccardo hanno riabbracciato i loro genitori in un ufficio della questura di Milano. Sono stati ritrovati dai poliziotti grazie al tam-tam mediatico e agli appelli a raffica rimbalzati in tv e sui social di tutta Italia. I minorenni ribelli stanno bene, ma sono «provati e sotto choc», dicono i familiari, dopo una notte passata chissà dove nel capoluogo lombardo. Le ragioni dietro al gesto di rottura nei confronti della famiglia hanno contorni ancora poco definiti, ma tra le ipotesi più accreditate (in base a quanto raccontato alle forze dell’ordine dagli stessi adolescenti) ci sarebbe la volontà di incontrare un influencer.
«Non lo so perché hanno fatto questa cavolata», rileva Raffaella, la zia del 13enne Diego, «mia sorella non ci ha dormito tutta la notte, siamo stati con lei fino a quando non abbiamo ricevuto la bella notizia del ritrovamento. Gli altri due fratellini piccoli, due gemelli, piangevano continuamente perché volevano Diego. È stato un incubo che per fortuna si è risolto nel migliore dei modi».
I tre minorenni (Diego e Nicholas hanno 13 anni, mentre Riccardo ne ha 15) frequentano tutti l’istituto Di Marzio, ma in classi diverse. Ad accorgersi dell’assenza da scuola mercoledì mattina sono stati i genitori dei tre, ma in momenti diversi, una volta aperto il registro elettronico. Non si sa ancora quando sia stato organizzato il piano di marinare le lezioni per poi andare alla stazione centrale di Pescara (dove sono stati inquadrati dalle telecamere per l’ultima volta prima dell’appello in tv alla trasmissione “Chi l’ha visto?”) e salire sul Frecciarossa per Milano. Dalle informazioni messe insieme dai familiari sembrerebbe che i tre ragazzini ci ragionassero da almeno qualche giorno o che almeno ne parlassero tra loro su Whatsapp in chat che poi sono state ritrovate cancellate dai genitori. I biglietti del treno, invece, sono stati acquistati con i risparmi contenuti nel salvadanaio di uno dei tre e poi ritrovato a pezzi da una delle mamme. «Mio nipote era strano da almeno un paio di giorni», prosegue Raffaella nel racconto, «ogni tanto diceva: “Io me ne vado”, ma non gli abbiamo dato peso. Mia sorella lo ha sorpreso a parlare nel cuore della notte con gli amichetti, gli ha chiesto spiegazioni, ma lui non ha raccontato nulla. Allora gli abbiamo controllato il telefono, ma le chat erano state cancellate e non ci ha voluto dire il perché».
Dopo un’intera giornata vissuta nell’angoscia, la notizia del ritrovamento dei tre ragazzini è arrivata ieri mattina alle 11, poco prima della riunione interforze in prefettura. «Finalmente questa disavventura si sta concludendo nel migliore dei modi, grazie al lavoro encomiabile della questura di Pescara», si è lasciata andare Elisabetta, mamma del 15enne Riccardo. «Ringrazio le forze di polizia e tutte le altre amministrazioni che hanno collaborato in maniera sinergica al rintraccio dei tre minori allontanatisi nella giornata di ieri da Pescara e ritrovati a Milano», ha commentato il prefetto di Pescara, Giancarlo Di Vincenzo, «con il coordinamento della prefettura, che già nella giornata di ieri (mercoledì per chi legge n.d.r.) aveva immediatamente attivato il piano persone scomparse interessando anche la prefettura di Milano».
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