Trovato cadavere di un anziano nel fiume

Irriconoscibile, è stato scoperto sulle sponde del Fino. Potrebbe essere l’83enne di Bisenti scomparso lo scorso ottobre
COLLECORVINO. Un corpo irriconoscibile, con ogni probabilità trasportato dal fiume e poi finito sulla sponda del corso d’acqua, durante una piena. Sarebbe stato portato dal Fino il cadavere scoperto ieri pomeriggio dai cani di proprietà di una donna che vive a 200 metri di distanza o poco più dal corso d’acqua, in località Caparrone di Collecorvino. Dopo l’avvistamento è partita la segnalazione ai carabinieri della compagnia di Montesilvano, con i militari del posto diretti da Giovanni Deidda, che sono intervenuti e hanno avviato gli accertamenti.
Immediatamente sono sorti mille interrogativi sull’identità dello sconosciuto, considerato che il corpo è sfigurato. Nel giro di qualche ora, poi, è sorto il dubbio che quello ritrovato ieri sia il corpo di Palmerino Piccirilli, l’83enne di Bisenti di cui si sono perse le tracce il 21 ottobre scorso. Da allora, nonostante le ricerche nella sua zona e a Teramo e gli appelli lanciati dalla trasmissione”Chi l’ha visto”, non si sono avute più notizie di lui. Il corpo recuperato ieri e poi portato all’obitorio dell’ospedale di Pescara, non ha più una parte delle gambe né le braccia e anche il volto sarebbe irriconoscibile, presumibilmente a causa della lunga permanenza in acqua. È stato il medico legale, arrivato a Collecorvino, a fornire le prime risposte ai tanti interrogativi chiarendo che si tratterebbe di un uomo, di statura piccola e anziano.
Tutte caratteristiche che hanno fatto pensare a Piccirilli, ma solo gli accertamenti che saranno avviati sul corpo trovato ieri consentiranno di risalire all’identità. Il sindaco di Collecorvino, Antonio Zaffiri, che è anche presidente della Provincia di Pescara, ha raggiunto via Fino subito dopo aver saputo del ritrovamento. «Nel nostro paese, ha detto, non ci sono stati scomparsi nell’ultimo anno ma mi sono messo in contatto, tra gli altri, con il sindaco di Bisenti, Enzino De Febis, e il pensiero è andato subito all’uomo scomparso qualche mese fa. Ed è verosimile che il corpo sia stato trasportato dal fiume perché è stato scoperto sulla sponda dove si verificano le esondazioni in caso di piena».
Il Fino nasce nella provincia di Teramo e l’attraversa, passa per Arsita, Bisenti, Castiglione Messer Raimondo, Montefino e Castilenti e poi raggiunge la provincia di Pescara toccando Penne, Picciano, Elice, Collecorvino, quindi si congiunge con il Tavo per formare il Saline. «È difficile pensare che sia andata diversamente», ipotizzava ieri pomeriggio il primo cittadino di Collecorvino, «perché la zona del fiume dove era il corpo è pressoché irraggiungibile.
Da Caparrone si imbocca una strada - via Fino - lunga circa due chilometri in direzione del corso d’acqua, dopodiché a un certo punto la strada finisce e c’è solo uno sterrato di circa 200 metri che porta al Fino. Nessuno la percorrerebbe».
I dubbi saranno sciolti definitivamente solo quando arriveranno delle risposte scientifiche, con l’esame del Dna e l’autopsia che la Procura disporrà nelle prossime ore per accertare l’identità e rivelare le cause della morte.
Intanto, si sono attivati i familiari di Piccirilli, che nei mesi scorsi hanno lanciato diversi appelli, e Alessia Natali, referente dell’associazione Penelope Abruzzo che si era occupata del caso. L’83enne era stato cercato da vigili del fuoco, carabinieri, polizia, soccorso alpino, volontari della protezione civile e alpini, con il coordinamento della prefettura di Teramo; si era anche alzato l’elicottero.
Nessuna traccia di lui, la cui presenza era stata segnalata anche a Teramo. Il giorno della scomparsa era stato in ospedale, ad Atri, per una visita, lasciando l’auto in garage, nella casa di Bisenti dove viveva solo.
Di ritorno, una volta sceso dal’autobus, a Castiglione Messer Raimondo, dove ci sono lo studio del suo medico e del fisiatra, era sparito.

