Penne

Andrea morto in cella frigorifera, la procura chiede l'archiviazione. La famiglia si oppone: «Non è stato suicidio, ma omicidio»

Andrea Costantini

14 Ottobre 2026

La vicenda del decesso di Andrea Costantini, l'uomo di 38 anni di Penne, trovato morto in una cella frigorifera del supermercato di Termoli a settembre 2025. La decisione della procura di Larino di chiedere l’archiviazione provoca la reazione dei legali dei parenti.  L’avvocato  della compagna dell’uomo: “La ricerca della verità non può fermarsi davanti a interrogativi ancora aperti. E la difesa non intende fermarsi”

PESCARA. La Procura di Larino chiede l'archiviazione sulla vicenda che riguarda il decesso di Andrea Costantini, l'uomo di 38 anni di Penne, trovato morto in una cella frigorifera del supermercato di Termoli a settembre 2025. La conferma arriva dall'avvocato della compagna dell'uomo, Paola Cecchi. Il legale contesta la richiesta di archiviazione e annuncia l'opposizione all'istanza.

"Quale difensore della compagna Angela Dileva e del figlio minore di Andrea, accolgo con profondo disappunto la decisione della procura e non ritengo di poter condividere - dichiara Cecchi - Dopo oltre un anno dalla tragica morte di Andrea, ritengo che vi siano ancora aspetti della vicenda che meritano di essere approfonditi e circostanze sulle quali è necessario fare piena luce. In questi mesi la difesa non è rimasta in attesa degli sviluppi del procedimento, ma ha svolto un'articolata e autonoma attività di indagine difensiva tra cui l'analisi informatica forense del telefono cellulare di Andrea. Iniziativa condotta con rigore e riservatezza, nella convinzione che la ricerca della verità debba fondarsi su elementi concreti e verificabili, non su supposizioni o ricostruzioni precostituite. Non posso ritenere che il lavoro investigativo svolto e gli ulteriori elementi acquisiti possano considerarsi esauriti nella loro rilevanza senza una valutazione complessiva e approfondita".

Per Cecchi "la relazione medico-legale costituisce certamente un elemento importante, ma ritengo che debba essere esaminata unitamente alle risultanze informatiche, documentali e alle ulteriori circostanze emerse nel corso delle indagini difensive. Per queste ragioni, nell'interesse dei miei assistiti, intendo proporre opposizione alla richiesta di archiviazione, rappresentando nelle sedi giudiziarie competenti le ragioni del dissenso e indicando gli ulteriori approfondimenti investigativi ritenuti necessari". Sugli elementi che saranno presentati nell'opposizione, l'avvocato sottolinea di non voler "anticipare pubblicamente il contenuto. La ricerca della verità - conclude - non può fermarsi davanti a interrogativi ancora aperti. E la difesa non intende fermarsi".

LA FAMIGLIA. Formale opposizione alla richiesta di archiviazione, formulata dal pm presso la Procura di Larino, sarà presentata dall'avvocato Piero Lorusso che assiste Gennaro Costantini, Lidia Costantini e Gloria Costantini, rispettivamente genitori e sorella di Andrea Costantini, il 38enne trovato senza vita un anno fa nella cella frigorifera del supermercato dove lavorava a Termoli. "La famiglia Costantini - afferma il legale - esprime il proprio totale dissenso in merito alla richiesta di archiviazione del procedimento penale, attualmente iscritto contro ignoti per i reati di istigazione al suicidio, omicidio volontario e omicidio colposo".

Attraverso il proprio legale, la famiglia ribadisce di essere convinta che non si sia trattato di suicidio, ma di omicidio per questi motivi: "L'arma bianca letale è stata rinvenuta a due metri di distanza dal cadavere, nascosta dietro delle cassette. È fisicamente impossibile che la vittima, a seguito di una lesione mortale al miocardio con immediato collasso, abbia avuto la forza di estrarre la lama, nascondere l'arma e tornare nel punto del decesso". Inoltre, vi sarebbe una palese "alterazione del luogo dei fatti per quanto riguarda il ritrovamento del biglietto d'addio. Testimoni lo descrivono piegato nella tasca dei pantaloni della vittima, mentre le foto della scena del crimine lo ritraggono disteso e ben visibile accanto a un computer"

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