Truffa a Nadia e Bartolo: oggi la prima udienza

29 Gennaio 2019

Circonvenzione di incapace e millantato credito: Carmine Di Felice davanti al gup L’uomo è accusato di aver spillato soldi alla coppia con la promessa di un lavoro

PESCARA. Si apre questa mattina, davanti al gup di Pescara, il procedimento a carico di Carmine Di Felice, l’uomo accusato di aver raggirato e spillato soldi a Nadia e Bartolo, la coppia della quale si occupò qualche tempo fa la trasmissione “Le Iene”, con un servizio di Giulio Golia.
Circonvenzione di incapace e millantato credito le accuse dalle quali dovrà difendersi l’imputato che, per compiere le presunte malefatte, avrebbe coinvolto anche il vice sindaco di Pescara, Antonio Blasioli, completamente estraneo alla vicenda e che risulta peraltro come parte offesa insieme alla coppia assistita dagli avvocati Giovanni Mangia e Sabrina Di Liso. Una storia sconcertante sotto tutti i punti di vista, soprattutto perché vede come vittime persone particolarmente fragili e indifese come Nadia e Bartolo, che hanno dei disturbi evidenti e certificati anche dalla relazione stilata dal consulente del pm Andrea Papalia, il dottor Sabatino Trotta, acquisita agli atti come una delle fonti di prova più importanti. La storia, portata all’attenzione dei media è purtroppo un classico: persone buone, ignare di tutto, senza nessuna malizia, con problemi psichici, che vengono raggirate dal furbetto di turno che spera, e spesso riesce, ad appropriarsi di piccole somme di denaro ingannando le inconsapevoli vittime. Nel capo di imputazione il pm parla della coppia come di persone «particolarmente suggestionabili», che sarebbero state indotte a consegnare all’imputato somme di denaro in diverse occasioni, «generalmente con cadenza mensile pressoché in corrispondenza temporale con la riscossione della pensione: somme prelevate dai libretti postali di Nadia Baldacci e Bartolo Beninato».
L’accusa individua anche una ulteriore occasione di raggiro patita dai due inconsapevoli coniugi, che si sarebbe verificata nella mattinata del primo febbraio 2018 quando i due prelevarono dal loro libretto cointestato, 1.100 euro, per consegnarli a Di Felice, che aveva fatto credere loro che si trattava di soldi «dovuti a titolo di compenso per sue asserite attività finalizzate al conseguimento di un posto di lavoro per Bartolo».
E questa ulteriore contestazione dell’accusa riguarda appunto il reato di millantato credito. L’imputato, sempre secondo l’accusa, avrebbe mostrato alla coppia una «falsa dichiarazione di impegno del vice sindaco di Pescara, Antonio Blasioli, per l’avviamento al lavoro di Bartolo, dichiarazione manoscritta e recante la falsa firma di Blasioli».
La coppia, una ventina di anni fa, si vide togliere le due figlie dal tribunale: figlie che per caso sono riuscite a ritrovare i genitori e, dopo aver raccolto le loro aspettative circa la possibilità di trovare lavoro grazie appunto all’imputato, chiesero l’intervento delle Iene che portarono la coppia in Comune per farli incontrare con il sindaco Marco Alessandrini e il vice sindaco Blasioli, proprio per far comprendere ai coniugi in quale tranello erano caduti e che nessuno degli amministratori avrebbe mai potuto approfittare di loro.
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