Truffa alle agenzie assicurative Perquisizioni anche a Pescara

9 Novembre 2023

Controlli della polizia locale in varie città italiane: un giro d’affari da 700mila euro, 274 gli indagati Secondo gli investigatori, si falsificavano documenti e residenze all’insaputa di centinaia di cittadini

PESCARA. Un totale di 274 indagati, quasi tutti per frode assicurativa e, di queste, 14 accusati di falsità materiale commessa da privato, e sostituzione di persona. È l’esito dell'operazione Pandora 2021, un’articolata indagine condotta dalla polizia locale di Trieste, iniziata 2 anni fa sotto il coordinamento della Procura e che ha portato alla luce una truffa ai danni delle compagnie assicurative, pari, secondo le sola documentazione analizzata, a circa 700mila euro e che ha visto perquisizioni anche a Pescara. L’indagine è partita dalla segnalazione di un’agenzia assicurativa triestina: il sospetto gravava sull’autenticità di un documento presentato per stipulare un contratto Rc auto. Successivamente, gli inquirenti sono risaliti a un’organizzazione criminale attiva tra Napoli, Pescara e Cosenza, che ha coinvolto a loro insaputa centinaia di cittadini e circa 70 agenzie assicurative in tutta Italia. Secondo gli investigatori, i presunti responsabili della truffa falsificavano le documentazioni per ottenere un contratto assicurativo vantaggioso e rivenderlo. Talvolta la finta proprietà dei veicoli veniva abbinata a cittadini defunti. Si usavano anche false residenze, per eludere le verifiche di chi controllava le polizze e per ridurre i premi da pagare. In alcuni casi, l’effettivo titolare del contratto assicurativo veniva agganciato con un certificato di matrimonio falso, a un abitante di zone più vantaggiose per la tariffa del premio. Tutto iniziava con la ricerca di persone disposte a stipulare polizze per i propri veicoli a prezzi vantaggiosi: 2-300 euro annui invece di 4mila. Quindi il gruppo produceva un falso trasferimento di proprietà del veicolo da assicurare, attestante la vendita a un terzo individuo, all’oscuro di tutto, a cui veniva abbinata una falsa residenza nella provincia dell’agenzia che stava per essere truffata. Anche la carta di circolazione veniva falsificata, come i documenti d’identità dell'ignaro contraente. I componenti della banda si fingevano i legittimi proprietari dei mezzi e si rivolgevano all’agenzia prescelta. Perfezionata la procedura, l'agenzia trasmetteva il contratto al finto contraente che dietro compenso la consegnava al fruitore finale, reale proprietario del veicolo.
Gli investigatori hanno accertato l’uso di email dai nomi fantasiosi con lo stesso dominio legato a un provider extraeuropeo e numeri di cellulari intestati a ignari cittadini extracomunitari: su quest’ultimo aspetto è emersa un’ulteriore attività delittuosa in capo a 8 dealer gestori di punti vendita di telefonia a Napoli, Milano, Roma e Bari.
Sulla scorta degli elementi raccolti dalla polizia locale di Trieste sono scattate le perquisizioni nelle province di Napoli, Pescara e Cosenza. Sono stati sequestrati cellulari, personal computer, schede di memoria e documenti, la cui successiva analisi ha permesso di rafforzare le ipotesi di reato nei confronti di 14 indagati originari di Napoli, Lecce e Cosenza. È stato chiesto il rinvio a giudizio di altre 260 persone, responsabili a vario titolo dei reati in concorso di fraudolento danneggiamento dei beni assicurati, falsità materiale commessa da privato, sostituzione di persona, truffa e ricettazione. (cr.pe.)