Truffa alle assicurazioni, 29 indagati

Sotto inchiesta campani e 4 abruzzesi di Montesilvano, Spoltore e Lanciano. Reale mutua e Ministero tra le parti offese
PESCARA. Sarà il giudice per l’udienza preliminare Antonella Di Carlo a valutare le posizioni di 29 persone per le quali il pm Anna Benigni ha chiesto il rinvio a giudizio, con le accuse, uguali per tutti, di frode assicurativa e falso.
Una truffa ai danni della Reale Mutua Assicurazioni, compiuta aggirando quelli che erano i prezzi stabiliti per la sottoscrizione di una polizza auto in base alla città di residenza: costi che variano moltissimo a seconda della località dove risiede la società che assicura il proprio mezzo.
Le parti offese individuate dalla procura di Pescara sono 28, e fra queste figurano anche il ministero della Salute e l’Agenzia delle Entrate, oltre a una lunga serie di società, quasi tutte della regione Campania, che avrebbero pagato regolarmente la cifra richiesta in base a quelli che erano i parametri assicurativi della Campania, ma che invece, a loro insaputa, venivano “abbattuti” del 50 per cento e oltre, grazie alla presunta truffa organizzata dagli imputati, che ora dovranno passare al vaglio del gup il 15 settembre.
Diversi gli episodi citati nel lungo capo di imputazione, che replicano più o meno le stesse modalità.
Un esempio, per comprendere come avrebbero operato i principali protagonisti della vicenda: Angelo Iossa (di origini napoletane), «agente della Reale Mutua Assicurazioni “Ionn Assicurazioni” di Pescara», come scrive il pm, «Massimo Gismant (residente a Montesilvano ndr), Claudio D’Antonio (di Lanciano) e Franco Ricci (di Spoltore) quali rispettivamente presidente, vice presidente e segretario della Ams Abruzzo Mobility Service aps, con artifici e raggiri consistiti: nel costituire solo formalmente la Ams, associazione di fatto non operativa e utilizzata solo al fine della falsa intestazione fittizia di veicoli da assicurare; nel contraffare la carta di circolazione relativa al veicolo...intestato alla ditta..., apponendovi il falso tagliando di trasferimento di proprietà del veicolo in favore di Ams Abruzzo Mobility Service e nel trasmetterlo alla compagnia assicuratrice ai fini della stipula della polizza; nel richiedere alla ditta...il pagamento del premio assicurativo previsto per la regione Campania, luogo in cui aveva sede la società; inducendo in errore sia la ditta, che per la suddetta polizza corrispondeva la somma di 1.400 euro, che il procuratore della Reale Mutua il quale, confidando sulla autenticità della carta di circolazione allegata in copia, emetteva la polizza annuale al prezzo di 620 euro, prezzo previsto per la regione Abruzzo e di gran lunga inferiore al prezzo stabilito per la regione Campania, si procuravano un ingiusto profitto lucrando la differenza tra l'importo corrisposto dalla ditta e l'importo effettivamente dovuto alla compagnia assicuratrice».
E così, con lo stesso sistema, gli altri imputati (tutti campani ad eccezione di Gianni Da Fermo di Montesilvano) avrebbero fatto assicurare oltre 50 veicoli, facendoli transitare fittiziamente per la loro associazione che esisteva soltanto sulla carta, riuscendo a intascare, stando sempre a quanto sostiene l’accusa, cifre che andavano da qualche centinaio di euro a somme superiori ai 1.800 euro per ogni mezzo assicurato: tutto con la presunta complicità di un intermediario in Campania di varie ditte, dei proprietari di alcuni veicoli, o addirittura di qualche amministratore delle società coinvolte, poi risultate parti offese.

