Truffa del bancomat, la trappola è alla porta

21 Giugno 2017

Congegno illegale all’uscita della banca, 45enne ai domiciliari

PESCARA. Dopo la clonazione delle carte di credito e il furto del pin del bancomat, c’è un nuovo sistema per derubare i possessori di queste card. Ed è approdato da qualche tempo anche a Pescara. Le vittime lo hanno segnalato al personale della polizia postale e delle comunicazioni che ha avviato gli accertamenti e scoperto una banda, arrestando in flagrante uno dei componenti, un 45enne campano finito ai domiciliari.
Il sistema è ingegnoso e viene applicato nei bancomat situati nelle cosiddette “aree self”, cioè quei locali della banca a cui si accede attraverso delle porte scorrevoli che si aprono al momento dell’accesso usando la carta, dopo averla inserita in un lettore, mentre all’uscita vanno azionate pigiando un pulsante. Con l’artificio ideato dai campani il pulsante per attivare le porte viene sostituito da un box in cui introdurre la tessera bancomat, per far aprire l’uscio. Il congegno illegale è tutto lì: questa scatola metallica “ingoia” la tessera originale e ne restituisce una diversa, dello stesso circuito bancomat e appartenente ad altri clienti già derubati dagli stessi truffatori. Il cliente della banca, vittima del raggiro, non si accorge che la tessera restituita dall’apparecchio non è la sua e si allontana dalla banca senza sospettare alcunché. A quel punto i banditi prelevano la carta e la usano, grazie al codice segreto carpito al cliente attraverso una microtelecamera posizionata sull’apparecchio bancomat. Avendo tutto a disposizione ai malviventi non resta altro da fare che prelevare i soldi e fare shopping, fino all’esaurimento del plafond o al blocco della carta.
Quando le prime vittime pescaresi si sono accorte di essere state derubate si sono rivolte alla Polpost, diretta da Elisabetta Narciso, che ha avviato gli accertamenti. Ed è stato proprio uno degli addetti della Polizia postale, un sabato mattina, quando era libero dal servizio, a catturare uno dei responsabili. Ha ricevuto la segnalazione partita da una banca per una manomissione in atto e si è appostato davanti all’istituto di credito, aspettando che i responsabili entrassero in azione. Erano proprio loro, dall’esterno, ad aprire la porta dell’istituto di credito con un telecomando, quando i clienti dovevano uscire, e a catturare le immagini dei pin rubati, trasmesse dalla telecamera ad un tablet di cui erano in possesso.
Quando ha capito cosa stava accadendo il poliziotto è entrato in azione e, mentre chiedeva rinforzi, ha fermato uno dei truffatori. L’altro è riuscito a fuggire. È stata anche recuperata la cassetta usata per rubare le carte e sono stati trovati 12 bancomat e alcuni cellulari. Nel box applicato dentro la banca come apri-porta c’era una tessera rubata usata per sette prelievi, per un totale di 5000 euro.
La Polpost ha concluso anche un’altra operazione, con l’arresto di due rom pescaresi, finiti ai domiciliari. Sono accusati di aver effettuato diversi prelievi usando una carta di debito intestata ad altre persone, incassando i profitti di una serie di truffe messe a segno on line attraverso false compravendite di telefonini. La somma intascata è di 2500 euro. Le indagini non sono concluse, per questo il riserbo è massimo, ma la polizia postale ci tiene a mettere in guardia i possessori di bancomat, invitandoli a segnalare qualsiasi anomalia ma anche a prestare la massima attenzione agli sportelli, ad esempio evitando di rendere riconoscibile il codice pin digitato all’Atm.
©RIPRODUZIONE RISERVATA