Truffa del finto nipote, doppio arresto

7 Settembre 2023

«Nonno, la mamma è nei guai: servono soldi». L’89enne ha un malore e dà 5mila euro e bancomat. Ma arriva la polizia

PESCARA. «Nonno, aiuto. La mamma sta per essere arrestata dai carabinieri». Era un grido di allarme disperato quello che una donna di 92 anni e il marito di 89 hanno ricevuto martedì pomeriggio mentre erano a casa, a Montesilvano. Un’implorazione che non poteva rimanere inascoltata. E così hanno fatto esattamente quello che gli diceva il nipote al telefono: hanno messo insieme tutti gli oggetti di valore che avevano a casa e li hanno consegnati, insieme a due bancomat con i codici Pin, a uno sconosciuto arrivato a casa. Non pensavano neppure minimamente che potesse trattarsi di una truffa, tremavano al pensiero che la figlia potesse essere arrestata. A pochi passi da casa c’era la polizia che ha bloccato il truffatore e un suo complice e li ha arrestati: sono un 33enne e un 25enne, arrivati a Montesilvano da Napoli per racimolare quanti più soldi possibile. Sono stati acciuffati dagli uomini della squadra Mobile, diretti da Gianluca Di Frischia, che hanno bloccato il raid dei due, in azione già da ore.
L’ALLARME TRUFFA L’allarme scatta tra la zona nord di Pescara e Montesilvano. La polizia riceve la segnalazione di alcuni tentativi di truffe telefoniche andati a vuoto. E si mette in azione, per rintracciare e bloccare la banda. I poliziotti sanno, per esperienza, che gli impostori non lasciano una zona se prima non hanno trovato delle vittime da raggirare e derubare. Mentre cominciano le ricerche i truffatori prendono di mira una coppia di anziani e centrano in pieno l’obiettivo perché i due, moglie e marito, credono in pieno al dramma che gli viene prospettato per telefono e consegnano tutto ciò che hanno in casa, compresi i codici per usare i bancomat. E il capofamiglia, un uomo di 89 anni, si sente poco bene solo a sentire che sua figlia rischia di essere arrestata. Non sa che non è vero nulla.
LA TELEFONATA Il telefono squilla a casa degli anziani. All’altro capo c’è il nipote, disperato (in realtà è un truffatore). Racconta che la madre rischia di finire in carcere e che, per evitare l’arresto, bisogna pagare. Chiede soldi ai nonni, lo fa con insistenza e determinazione. È credibile, assai, perché conosce dei particolari che solo una persona di famiglia potrebbe sapere, e non tentenna neppure quando i due anziani chiedono di parlare con la propria figlia: è agitato, spiega che la trattengono i militari, impossibile mettersi in contatto con lei. Per farla uscire dai guai, dice il nipote, bisogna pagare 5.000 euro. E poi annuncia che di lì a poco arriverà una persona a casa a prendere soldi e oggetti di valore. I due non hanno dubbio sul da farsi.
PAURA PER LA FIGLIA Travolti da una comprensibile paura per le sorti della figlia, mettono insieme gli oggetti preziosi che hanno in casa e li infilano in un sacchetto. Quando citofona uno sconosciuto gli consegnano tutto, sperando di aver scongiurato l’arresto. Poco dopo, però, arriva una seconda telefonata. E scatta il panico. È di nuovo lui, il nipote (finto), e dice che il contenuto del sacchetto non è sufficiente. Serve altro. Chiede i bancomat della coppia, con i codici per prelevare i contanti.
IL MALORE L’anziano si agita, quella situazione è davvero troppo pesante per lui, ha un malore, mentre la moglie si precipita alla porta e consegna i bancomat, con i codici pin, all’uomo tornato per riscuotere che poi va via in fretta. Ad attenderlo, in macchina, c’è un complice. Mentre i truffatori escono da quella strada interviene la polizia e fa per bloccarli: vuole controllarli, nell’ambito del servizio predisposto dopo l’allarme truffa. I due accelerano, sanno che possono essere scoperti, e tentano la fuga.
L’ARRESTO Gli uomini della Mobile li bloccano e trovano il bottino (valore di 5.000 euro tra soldi, 2 anelli, 2 catenine, un ciondolo e un bracciale, più i bancomat). Per i due napoletani scatta l’arresto: nel frattempo la coppia di anziani non ha ancora capito di essere stata raggirata. La polizia ricorda che le forze dell’ordine non chiedono mai denaro o oggetti di valore. Chi riceve telefonate sospette deve subito rivolgersi al 113 e al 112 per segnalare cosa sta accadendo e scongiurare la truffa.
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