Truffa del Green pass, quattro denunciati

8 Marzo 2022

Positivi si sottoponevano ai tamponi mostrando i documenti dei parenti no vax. Scoperti dall’Arma

MONTESILVANO. Positivi al Covid, per far ottenere il Green pass a familiari che non avevano intenzione di vaccinarsi, si recavano in farmacia con i loro documenti e si sottoponevano a tampone. L’esito appunto positivo del test consentiva di far scattare il protocollo sanitario previsto che poi consentiva ai parenti di avere la certificazione verde di guarigione. Ma il trucchetto è stato scoperto e anche subito dai carabinieri della compagnia di Montesilvano, impegnati in altre indagini, e per quattro persone, tutte pescaresi, fra i 30 e i 40 anni, sono scattate le misure cautelari.
Su disposizione del pm Luca Sciarretta, sono state sottoposti all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Devono rispondere ora in concorso di falsa attestazione o dichiarazione ad un pubblico ufficiale sull’identità, false dichiarazioni sull’identità o su qualità personali proprie o di altri. Due di loro sono stati anche denunciati perché, nonostante che fossero positivi, andavano tranquillamente in giro. E, quindi, è stata contestata la violazione delle normative di prevenzione dal contagio Covid.
I fatti risalgono al mese di gennaio. Due degli indagati, per aiutare i loro familiari, che avevano bisogno della certificazione verde, ma che non volevano per nessun motivo vaccinarsi, pensando di non essere mai scoperti, si sono presentati in due farmacie di Pescara e, mostrando la tessera sanitaria dei parenti, hanno chiesto di sottoporsi a test antigenico, risultato ovviamente positivo. «Nonostante la piena consapevolezza degli effetti devastanti della pandemia, gli indagati», evidenziano gli investigatori, «si sono mostrati soggetti privi di freni inibitori e capaci di trasgredire la normativa posta a tutela della salute pubblica, anche in considerazione del fatto che, seppur consapevoli di essere positivi circolavano liberamente sul territorio».
Qualche settimana fa, erano finiti nei guai, un 31enne di Montesilvano e la fidanzata di 32 anni. Per ottenere il Green pass avrebbero pagato 300 euro l’uno, se non di più. E avrebbero finto di farsi somministrare il vaccino al palazzetto dello sport di Ancona dove un infermiere del posto si faceva pagare per simulare l’inoculazione del siero che, invece, finiva nel cestino dei rifiuti, buttato, sprecato.
(a.d.f.)