Truffa della benzina: le indagini di Pescara elogiate in Senato

25 Marzo 2022

Audizione del generale Zafarana in commissione Finanze  «È la prova che l’impegno dei finanzieri sta dando frutti»

PESCARA. La maxi indagine della guardia di finanza sul caro carburante, che ha fatto scattare nei giorni scorsi la multa al titolare di un distributore di Pescara, è stata ieri l’argomento dell’audizione del comandante generale Giuseppe Zafarana alla sesta commissione permanente Finanze e tesoro del Senato, presieduta da Luciano D’Alfonso.
«L’impegno della guardia di finanza nel contrasto alle truffe nel settore del caro carburante sta dando i suoi frutti, come ha dimostrato il nucleo di polizia economico-finanziaria di Pescara con l’operazione “Oro nero”», ha spiegato il comandante Zafarana.
Le tematiche esaminate nel corso della giornata di ieri hanno riguardato l’attività svolta dalle fiamme gialle in quest’ultimo periodo, specie nel settore dei prodotti energetici che, con la recente impennata dei prezzi, è divenuto la piazza di maxi truffe praticate a danno dei consumatori, proprio come ha dimostrato la mega indagine «Oro nero», con cui i militari della guardia di finanza di Pescara, coordinati dal comandante provinciale, il Colonnello Antonio Caputo, hanno scandagliato l’architettura di un sistema fraudolento organizzato in tutta Italia e per il quale sono partite 172 denunce per i reati di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, riciclaggio, auto riciclaggio e bancarotta fraudolenta.
Con l’indagine «Oro nero», le fiamme gialle pescaresi hanno scoperto un business del gasolio a tariffe calmierate, in cui fornitori nazionali ed europei vendevano il carburante a distributori indipendenti a prezzi apparentemente allineati ai valori di mercato, ma in realtà illecitamente concorrenziali per via dell’interposizione di società cartiere.
«Il meccanismo criminoso, intricato e subdolo», ha spiegato in sintesi il comandante, «ha messo in atto una truffa “a doppia mandata”: contro gli operatori onesti i quali, non riuscendo ad essere competitivi, perdevano larghe fette di mercato, e contro i cittadini, i cui risparmi sono stati erosi ogni giorno dall’aumento vertiginoso dei prezzi alla pompa a causa del caro-energia e di queste frodi altamente distorsive del regolare funzionamento del mercato».