Truffato insieme ai vip

19 Aprile 2017

Nuova denuncia per “l’affare” del resort di lusso in Belize

PESCARA. Sembrava tutto assolutamente vero e credibile, dai progetti ai documenti che gli sono stati mostrati. Ecco perché un imprenditore di 83 anni della provincia di Chieti, impegnato nel settore edilizio, si è convinto qualche anno fa ad investire 700 mila euro nella realizzazione di un complesso turistico extra lusso "8 stelle" nel Belize e a trasferire il suo impianto di produzione nel mar dei Caraibi ottenendo in cambio una fetta di azioni di questo progetto immobiliare.

Solo di recente si è accorto che l'affare non è andato in porto e, attraverso l'avvocato, ha presentato una denuncia querela alla Procura di Pescara per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa.

L'83enne non è l'unica vittima di questo maxi affare visto che sarebbero 200 i risparmiatori che sono stati convinti ad investire circa 20 milioni di euro nel progetto Puerto Azul, come accertato dalla Guardia di finanza di Varese. Le Fiamme Gialle hanno indagato un anno e, a gennaio, hanno arrestato 7 persone, tra cui il promotore finanziario pescarese (per Fideuram Banca) O.A.. Proprio con lui ha avuto a che fare l'imprenditore, dal 2013, e lui gli avrebbe suggerito «un affare molto vantaggioso», un investimento legato alla realizzazione in Belize del resort Puerto Azul.

L'operazione immobiliare, ricostruisce l'imprenditore nella denuncia, era guidata da D.G. (anche lui arrestato). I due si sono conosciuti di persona, e l'imprenditore ha potuto vedere «vari documenti raffiguranti la futura costruzione», dopodiché si è cominciato a parlare del possibile coinvolgimento della sua attività per la realizzazione del resort. È stato ipotizzato di affidare all'imprenditore la produzione del materiale, da trasferire in Belize via mare, ma il costo sarebbe stato «spropositato e antieconomico» per cui è stato lanciato l’idea «di trasferire in Belize l'impianto» e di produrre sul posto tutto ciò di cui c'era bisogno.

È quindi nata l'ipotesi di assicurare all'imprenditore una parte delle azioni della società Puerto Azul (con un capitale sociale di un miliardo di dollari), ottenendo da lui l'impianto, da spostare dall’Abruzzo in Belize. L'83enne ha anche versato delle somme importanti, per finanziare il progetto, con tanto di contratto (convertibile in azioni). In una prima fase ha versato 400mila euro e, dopo aver ricevuto una serie di sollecitazioni ad acquistare altre azioni, ha effettuato un secondo versamento, di 300 mila euro, il tutto tra il 2014 e il 2015.

Prima di lanciarsi in questa operazione ha voluto capire bene e si è convinto «della bontà e della autenticità del progetto» quando si è sentito dire che si sarebbe svolto un evento a Cannes con la partecipazione del cantante Andrea Bocelli, dell'attore John Travolta e di altri divi, oltre a personalità del governo del Belize, proprio in relazione a Puerto Azul. Poi, nel tempo, ha espresso perplessità, chiesto chiarimenti e avuto una serie di incontri. Ma ha sempre ricevuto «rassicurazioni sull'andamento dei lavori, sul progressivo aumento del valore delle quote societarie, sulle continue richieste di facoltosi imprenditori esteri pronti a rilevare alte percentuali di partecipazione». Anche Di Caprio, gli è stato detto, era pronto ad acquisire la maggioranza delle azioni della Puerto Azul. I documenti, poi, facevano pensare a qualcosa di solido: l'imprenditore ha ancora i contratti di finanziamento e un contratto di gestione dell'impianto, per produrre e distribuire in Belize il materiale edile.

Solo quest'anno, attraverso il Centro, che ha parlato di altre denunce, l'imprenditore ha scoperto che si trattava di «una messa in scena» finalizzata a farlo investire nel progetto ricorrendo a «contrattualistica fraudolenta ed ingannevole, rappresentando una serie di situazioni non corrispondenti al vero e prospettando illusori ingenti guadagni finanziari sul capitale investito anche in esito alla messa a reddito degli immobili». L'imprenditore ha quindi presentato denuncia querela.

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