Truffe e furti, ma prendevano il reddito

5 Maggio 2022

Le fiamme gialle denunciano sei persone tra Pescara e Popoli. Il comandante Caputo: i controlli proseguiranno senza sosta

PESCARA. Continua senza sosta l’operazione “Parassita” della Guardia di finanza di Pescara contro l’indebita percezione del reddito di cittadinanza.
Le fiamme gialle del colonnello Antonio Caputo hanno denunciato sei persone e recuperato quasi 50 mila euro con l’ultima tranche dei controlli a tappeto che stanno eseguendo da qualche tempo. Sei denunce tra Pescara e Popoli ai titolari di altrettanti fruitori del sussidio che non avevano i requisiti richiesti. Gli indagati, scovati dai finanzieri che operano in collaborazione con l’Inps, sono stati deferiti alla procura per aver reso dichiarazioni attestanti cose non vere e omesso informazioni dovute, al fine di ricevere illecitamente l’indennizzo, in un anno e mezzo hanno messo a segno, come scrive il comando provinciale della Guardia di finanza, «una frode di migliaia e migliaia di euro. Soldi pubblici per il cui recupero sono stati richiesti il sequestro preventivo e l’immediata revoca del beneficio».
«Tra di loro c’è chi, all’atto della domanda di accesso al sussidio o non ha le carte in regola per la residenza, oppure già condannato per truffa, rapine e ruberie in abitazione, o non certifica un familiare a carico che è agli arresti domiciliari per furto». Il danno per lo Stato, secondo gli investigatori, ammonta a circa 50 mila euro. Le irregolarità riscontrate attingono al “carnet” tipico di chi viaggia senza biglietto. «In mezzo al pubblico dei destinatari del reddito», si legge nella nota della finanza, «si possono identificare soggetti che lavorano in nero, stranieri che indicano indirizzi di residenza falsi, inesistenti, talvolta addirittura corrispondenti a campi di grano o zone rurali, nonché coniugi che ripuliscono la loro fedina penale». Un’operazione, come si diceva, che continua da diverse settimane con controlli sempre più stringenti.
«È seguendo gli indicatori di rischio rilevanti in questo ambito», spiega il colonnello Caputo, «che scaturiscono dall’attenta osservazione del territorio e dall'analisi d’intelligence, che scattano i controlli mirati e chirurgici per scovare chi sfrutta indebitamente il reddito di cittadinanza. Il beneficio del reddito nasce come misura di contrasto alla povertà, con soldi erogati dallo Stato a sostegno delle famiglie e dei più deboli. È per questo che la mega indagine “Parassita” proseguirà senza sosta su tutto il territorio della provincia di Pescara, per rafforzare il presidio di vigilanza e tutela della spesa pubblica, snodo fondamentale per il corretto ed equo funzionamento delle principali dinamiche economico-sociali di quest’epoca».
©RIPRODUZIONE RISERVATA