Trulli sindaco, oggi la cerimonia Si tratta sulla giunta: 3 posti al Pd

16 Giugno 2022

Comincia l’era della prima donna al vertice del Comune. Si decide sugli assessori: in lizza Matricciani, Sebastiani e Di Girolamo. Beffato l’uscente Burrani. Scoppia la prima polemica sulla Nuova Pescara

SPOLTORE. Oggi alle 11 Chiara Trulli diventa il primo sindaco donna della storia di Spoltore. È il giorno della proclamazione degli eletti con l’attenzione spostata sulle trattative per la nuova giunta. Una giunta in continuità con l’amministrazione Di Lorito. La proclamazione di oggi per mano del prefetto Giancarlo Di Vincenzo è un atto dovuto senza sorprese. Su 16.392 elettori, hanno votato in 8.986 (54,82%): Trulli e le sue 4 liste hanno preso 5.176 voti (60,01%); Marco Della Torre – eletto in consiglio con altri due della sua coalizione da 4 liste – si è fermato a 1.803 (20,9%); 864 voti per Nelson Anzoletti (eletto) e le sue due liste (10,02%); 768 per Pierpaolo Pace sostenuto da due liste (9,07%).
PRIMA POLEMICA Dopo la cerimonia di oggi, inizia l’era di Trulli, assessore nella prima giunta del sindaco Luciano Di Lorito, vice sindaco e assessore negli ultimi 5 anni. Primo giorno e prima polemica da gestire per il nuovo sindaco che, nell’intervista al Centro dopo la vittoria, ha dichiarato che per la fusione con Pescara e Montesilvano vorrebbe aspettare fino al 2027: «Trulli inizia il suo mandato con una posizione ambigua sull’istituzione della Nuova Pescara: non dice no ma chiede altro tempo, addirittura il 2027, poiché, a suo dire, la legge regionale prevede una fusione a freddo, imposta e non partecipata», dice Mario Sorgentone, presidente dell’Associazione consiglieri comunali emeriti di Pescara, «Trulli dimentica che c’è stato un referendum nel quale i cittadini di Spoltore, a maggioranza assoluta, hanno voluto che il loro Comune si fondesse con Pescara e Montesilvano. La nostra contrarietà al rinvio è motivata dal dubbio che si tratti di un ulteriore pretesto per ritardare la fusione».
TRE POSTI AL PD E chi sarà al fianco di Trulli? Sulla ripartizione dei posti in giunta sembra che ci sia già un accordo siglato: il Pd, primo partito con il 36,55%, conta su tre posti da assessore e l’incarico di presidente del consiglio comunale; un assessore a testa per Sinistra civica (10,89%) e Insieme (10,47%). A secco il M5S che ha preso appena il 2,72% pari a 219 voti: a fronte di questi dati, il M5S non entra in consiglio e non può avanzare pretese di incarichi ma, probabilmente, una poltrona potrebbe spuntare negli enti partecipati del Comune.
MATRICCIANI C’è Lucio Matricciani, presidente del consiglio uscente, è stato ancora il più votato con 673 preferenze: ha già svuotato la sua stanza di presidente e potrebbe diventare assessore, ai lavori pubblici o all’urbanistica. Nella giunta Di Lorito, poi, siedono i più votati delle ultime elezioni: Stefano Sebastiani (499 preferenze) e Rino Di Girolamo (481) del Pd dovrebbero essere confermati entrambi; e chi potrebbe essere il terzo del Pd? Nella classifica della lista, dopo Sebastiani e Di Girolamo, c’è Angela Scurti con 354 voti ma potrebbe restare in consiglio; a seguire ci sono altre tre donne in un pugno di voti – Marzia Damiani con 314, Francesca Sborgia (313) e Cinzia Berardinelli (312) – e c’è attesa per il riconteggio delle schede.
ASSESSORE BEFFATO L’assessore uscente Roberta Rullo è la più votata della lista Insieme con 264 preferenze: anche per lei tira aria di conferma. Con l’entrata in giunta di Rullo, si libererebbe un posto per il secondo più votato di Insieme: si tratta, a meno di colpi di scena provenienti dal ricalcolo dei voti, di Daniele Di Luca (175) che ha preceduto e beffato l’assessore uscente Stefano Burrani (159). Messa così, Burrani è l’unico della giunta Di Lorito che potrebbe ritrovarsi fuori dall’amministrazione. Entrata in giunta quasi scontata per Nada Di Giandomenico, la più votata della Sinistra civica (240).