Trulli: via ai lavori, più servizi e cultura Così rafforzo la città

Il sindaco: «Prima della fusione, potenzio la nostra identità Per il 2023 spero di poter aiutare fasce deboli e imprese»
SPOLTORE. La parola d’ordine è fare. Per Chiara Trulli, sindaco di Spoltotre, si chiude un anno che è stato quello dell’elezione, dei primi traguardi raggiunti con la fascia tricolore e dei progetti per il futuro. «Senza fermarsi mai», dice.
Che mesi sono stati?
«Sono stati molto intensi, abbiamo fatto tantissimo e portato avanti tanti progetti su tutti i fronti, dai lavori pubblici alle iniziative culturali e sociali. Abbiamo ottenuto dei bellissimi risultati e penso ad esempio alla riconferma come comune capofila dell’Ecad 16 (che conta 12 comuni), un bel riconoscimento per l’ottimo lavoro svolto. Penso, per i lavori pubblici, all’approvazione di progetti che cambieranno il volto della città, dalla demolizione del Mammut alla realizzazione della scuola dell’infanzia. E poi il consolidamento del centro storico, il completamento del belvedere che era una groviera e sarà valorizzato, con la messa in sicurezza e il consolidamento del nucleo storico. Via libera anche alla riqualificazione dei parchi, alla sistemazione delle strade principali, soprattutto al centro storico e a Caprara. Il 2023 sarà l’anno delle realizzazioni».
E che altro obiettivo ha per il 2023?
«Voglio continuare l’opera di rilancio dello Spoltore Ensemble, cominciata quest’anno: vogliamo rafforzare la rassegna che deve continuare a crescere passando per il grande teatro, il cabaret e il balletto».
In vista della nascita della Nuova Pescara (nel 2024), il 2023 va sfruttato per fare cosa?
«Per rafforzare Spoltore, la nostra dotazione di opere e servizi, per il rilancio culturale della città. Noi vogliamo entrare nella Grande Pescara con una bella operazione di potenziamento della nostra città».
Si ragiona in vista del 2024 o di uno slittamento al 2027?
«Mi auguro che si realizzi con i tempi giusti e che ci sia il tempo per lavorare sulla messa a sistema dei servizi, che deve essere prodromica a qualsiasi fusione. Io sto strutturando la mia città per rendere ancora più forte la nostra identità e il nostro valore in vista della fusione con Montesilvano e Pescara, per non essere minoritari rispetto agli altri. Ecco perché in pochi mesi abbiamo fatto cose che altrimenti sarebbero state fatte in tre anni. Lavoriamo come se la fusione si facesse nel 2024: dobbiamo essere pronti, offrire tantissimo ai nostri cittadini e farlo con celerità. In questa fase punto al massimo, perché non so quello che arriverà dopo».
I rapporti con gli altri due sindaci e con la Regione come sono?
«Con i sindaci di Pescara e Montesilvano, Masci e De Martinis, ho rapporti ottimi e della Regione registro l’accoglimento delle nostre istanze: credo che le stia recependo e che lo dimostreranno con le scelte da fare».
E invece con la sua maggioranza e con l’opposizione?
«Ho un ottimo rapporto con la mia maggioranza, che è molto compatta e composta da persone splendide, attente e partecipi. Anche dell’opposizione non ho niente da dire: i rapporti sono molto cordiali, dal punto di vista umano».
Cosa getterebbe del 2022?
«A livello simbolico mi piacerebbe buttare via le costrittività legate all’emergenza Covid».
Alla fine di un anno difficile per famiglie e imprese, cosa si augura per il 2023?
«Che il governo ci metta in condizioni di aiutare le fasce più deboli e di programmare un rilancio dell’economia. Mi auguro che arrivino aiuti significativi per gli strati sociali più bisognosi e per rilanciare le imprese che soffrono».
Lei è uno dei pochi sindaci donna della provincia. C’è un occhio diverso sull’amministrazione, una sensibilità diversa?
«Non mi sento di farne una questione di genere ma la donna ha la cura nella sua naturale inclinazione. E quello che mi caratterizza è una grande dedizione all’ascolto dei problemi e alla ricerca delle soluzioni. Sanno che di fronte a un problema mi faccio in 4 per risolverlo».
E cosa si rimprovera?
«Che mi dedico talmente tanto da azzerarmi come persona».

