«Turismo, misure su credito e promozione»

14 Febbraio 2017

Alfonso D’Alfonso: il settore è in ginocchio, per ripartire occorrono subito interventi mirati

PESCARA. «Quello che siamo subendo in termini di impatto economico è enorme. Il turismo già usciva da un anno difficilissimo, tra inquinamento della costa e terremoto del Centro Italia. Poi a gennaio è arrivata la mazzata del sisma e del maltempo ed è stato tutto un crescendo». A parlare è Alfonso D'Alfonso, titolare delle Terre del Tirino, presidente della Dmc Gran Sasso L'Aquila Terre Vestine.

Il comparto turistico, lei dice, è in ginocchio.

«Ci sono attività che registrano un crollo di fatturato anche dell'80%, soprattutto nelle aree interne del Gran Sasso. E si avvertono già i contraccolpi sulla costa: l'onda lunga di questa crisi arriverà anche all'estate. Ma non possiamo fermarci. Dobbiamo imparare dalle falle della governance che abbiamo registrato sul territorio. E reagire alla comunicazione che ha colpito negativamente il nostro potenziale mercato di riferimento».

Reagire in che modo?

«Dobbiamo innanzitutto reimpostare un'azione strategica di comunicazione per le nostre eccellenze. Dobbiamo far capire che in Abruzzo si può venire in vacanza».

Come sistema turistico, Dmc e associazioni, avete incontrato la Regione.

«Abbiamo sottoscritto un documento puntuale che riguarda gli impegni e le azioni da fare. Con il vicepresidente Giovanni Lolli abbiamo avuto un incontro molto costruttivo. Noi non chiediamo soldi. Vogliamo poter lavorare con gli strumenti a disposizione».

Che cosa chiedete?

«C'è innanzitutto il problema del credito. Ci sono già alcune banche che si sono mosse per venire incontro alle imprese e attivare strumenti aggiuntivi: oltre al blocco momentaneo dei mutui, la rimodulazione dei debiti delle imprese, che hanno comunque problemi di liquidità. Poi c'è tutta la questione della fiscalità, di tutto ciò che dobbiamo versare allo Stato. Noi chiediamo di poter ripartire, ma se un'impresa non incassa non può versare l'Inps. E se non versa l'Inps si blocca il Durc. Oppure se non riesce a versare la rata del mutuo finisce alla Centrale dei rischi e l'impresa muore. Occorrono allora strumenti che impediscano tutto questo, non solo misure straordinarie».

In questo caso può intervenire la Regione.

«La Regione gestisce gli strumenti di crisi. La Regione può aprire un confronto con l'Abi, può adoprarsi per aprire un discorso sulla rinegoziazione dei mutui e sul consolidamento del debito. E intervenire per accelerare i bandi. Non è possibile che non ci sia ancora una graduatoria di un bando chiuso a giugno. Poi c'è la questione della promozione».

Quale può essere secondo voi lo strumento più efficace?

«Intanto stiamo facendo uno sforzo per definire il prodotto. Mai come questa volta al nostro interno c'è un confronto costruttivo, lontano dai vecchi campanilisti costa-montagna. Gli operatori ormai ragionano in termini di sistema. Dopo di che dobbiamo trovare gli strumenti più efficaci. Per esempio i social hanno una velocità e un impatto superiore a qualsiasi campagna di comunicazione. E poi dobbiamo recuperare il mercato di prossimità, quello abruzzese, che per noi è una voce molto importante».