Turista scomparso, continuano le ricerche

La prefettura convoca la figlia di Fattiboni e riduce le unità di soccorso. Il caso ha una ribalta nazionale
CARAMANICO. Proseguiranno, seppur con unità di soccorso ridotte, le ricerche di Carlo Rodrigo Fattiboni, 76 anni, il brianzolo di origini pescaresi scomparso dalle 16.55 del 3 settembre scorso dall’hotel Vincenzella di viale Roma dove alloggiava in vacanza con la moglie Lilly.
È quanto emerso dalla riunione in prefettura svoltasi ieri mattina in piazza Italia. All’incontro, convocato dal prefetto Gerardina Basilicata, per fare il punto sul coordinamento delle indagini sul disperso, hanno partecipato i familiari di Fattiboni, la consorte Lilly (di origine calabrese) e la figlia Francesca, architetto a Milano.
C’erano anche delegazioni dei gruppi di soccorso che continueranno a perlustrare senza sosta la Valle dell’Orfento e i sentieri di un territorio impervio pieno di canaloni, costoni rocciosi, canyon, pendii, forre e assediato da animali selvatici, cinghiali, lupi, linci e tassi. Al termine della riunione la prefettura ha reso noto che l’attività di ricerca del pensionato scomparso, proseguirà con formula “rimodulata” dal quartier generale del Corpo forestale dello Stato. Fino ad oggi erano un centinaio le persone impegnate nelle perlustrazioni di 3000 ettari di terreno boschivo e nei territori limitrofi.
«Sul posto», spiegano dalla prefettura, «permarrà l’unità di comando locale presidiata da due unità dei vigili del fuoco del comando provinciale di Pescara coadiuvati da carabinieri e carabinieri forestali di Caramanico, soccorso alpino e servizio 118».
Intanto, ieri, grande scalpore hanno suscitato le dichiarazioni di Francesca Fattiboni, raggiunta telefonicamente dalla stampa di mezza Italia. Secondo la giovane, il padre potrebbe essere stato «rapinato dei soldi che aveva in tasca, ucciso, caricato in macchina e portato chissà dove». Uno dei tanti scenari (perdita di memoria, morte in un canalone, impossibilità dello scomparso a mettersi in contatto con i suoi cari) ipotizzati dalla famiglia che da due settimane, attende, in preda all’ansia e alla disperazione, il ritorno del congiunto. I Fattiboni ieri mattina sono stati ascoltati dai carabinieri e poi hanno partecipato alla riunione in prefettura a Pescara. Francesca Fattiboni e la sorella Ines, che in questi giorni, hanno lanciato continui appelli per tenere desta l’attenzione sulla vicenda del padre scomparso, hanno ricevuto rassicurazioni dal prefetto Basilicata, dagli uomini dell’Arma e dai soccorritori, sul prosieguo delle ricerche dell’uomo, che andranno avanti senza tregua.

