Turturro e la carica di star da piccolo schermo

Dagli Usa i successi di “The night of” e Stranger Things”, mentre Hornby per la Bbc firma “Love, Nina” con Helena Bonham Carter
Le serie tv sono il nuovo cinema? D'accordo o meno, non si può negare che il livello delle produzioni (soprattutto anglo-americane) sia altissimo e coinvolga sempre più spesso sia i registi che gli attori del grande schermo.
È il caso, ad esempio, della nuova crime drama "The night of" (Hbo), con uno strepitoso John Turturro nei panni di un avvocato in disgrazia, a caccia di dollari e casi disperati, torturato da un eczema ai piedi che lo costringe a presentarsi in tribunale con degli orrendi sandali. Le vicende si svolgono in un'oscura New York partendo da una notte che vede un giovane di origini pakistane trovarsi sulla scena del delitto di una ragazza, nell'Upper West Side. New York è la location anche di "Mr. Robot" (UsaNetwork), ora alla sua seconda stagione: il giovane Elliot Alderson continua a navigare tra deliri paranoici, spinte rivoluzionarie e pirateria informatica. Guest star, oltre che produttore, è Christian Slater.
Tra le serie dell'estate, quella che ha raccolto più consensi è sicuramente "Stranger Things", produzione americana ideata da Matt e Ross Duffer e lanciata da Netflix. Otto episodi incentrati sulle avventure di fantastici ragazzini e guest star Winona Ryder, qui adulta e nevrotica. La serie è zeppa di citazioni ed omaggi agli anni Ottanta: i "Goonies", "E.T.", "Stand by me" e in generale Stephen King. E poi tanta musica: dalla "Should I stay or Should I go" dei Clash, che ritorna più volte, ai Jefferson Airplane, Joy Division, Echo & The Bunnymen, Television…
Non ci sarà una seconda annata di "Vinyl" prodotta da Martin Scorsese, ma a metà agosto su Netflix è partita la spettacolare "The Get Down" ideata da Shawn Ryan e dal regista australiano Baz Luhrmann, dedicata alla musica hip hop nella New York degli anni Settanta, con un variopinto gruppo di adolescenti del South Bronx. Per gli amanti della black music, da recuperare anche le due stagioni di "Empire" (Fox): il 21 settembre parte la terza.
Chi ha apprezzato "Orange is the new black", ambientata in un carcere femminile (quest'estate alla quarta stagione), non dovrebbe perdersi "Wentworth" (SoHo) che ne è un po' il corrispettivo australiano, cruda ma assolutamente coinvolgente. L'estate 2016 ha visto anche l'attesa prima stagione di "Preacher" (Amc) tratta dall'omonimo fumetto di Garth Ennis e Steve Dillon pubblicato da Vertigo e incentrato su Jesse Custer, un predicatore del Texas che si unisce con una potente creatura fuggita dal Paradiso. Arriva alla chiusura, con la quinta stagione in onda, "Hell on Wheels" (Amc, anche su RaiMovie), ambientata in America durante la costruzione della prima ferrovia transcontinentale: l'eroe maledetto e romantico Cullen Bohannon (l'affascinante Anson Mount), lascerà un vuoto nei cuori femminili.
Una conferma di qualità la quarta stagione di "Ray Donovan" (Netflix), il glaciale faccendiere che risolve i guai delle celebrità di Los Angeles, invischiandosi sempre di più nel crimine. Avvincente la seconda serie di "Bloodline" (Netflix) che narra le vicende della famiglia Rayburn (con Sissy Spacek) nell'arcipelago delle Florida Keys, paradiso per turisti che nasconde oscuri segreti. Tra le tante serie Usa, spicca il realismo britannico di "Love, Nina" (Bbc): cinque episodi scritti da Nick Hornby, con l'attrice Helena Bonham Carter alle prese con la giovane babysitter Nina, arrivata a Londra da Leicester. L'autunno sarà ricco: la seconda stagione di "Narcos" dal 2 settembre su Netflix, il ritorno di serie collaudate come "American Horror Story", "Gotham", "Grey's Anatomy" "The Last man on Earth", "Shameless", "Black Mirror", "The Walking Dead"… e tanto altro con cui intrattenersi, aspettando il ritorno (estate 2017) di "Game Of Thrones".
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