«Tutti a Roma per la democrazia»

16 Ottobre 2021

La lezione di Landini agli studenti delle quinte, nell’ambito del Premio Federico Caffè

PESCARA. «Invito tutti a essere a Roma perché “Mai più fascismi” non è una manifestazione per la Cgil, ma per la democrazia del nostro Paese e per estendere diritti e tutele nel mondo del lavoro. Senza la sconfitta del fascismo, in Italia non saremmo né una democrazia né una Repubblica libera». L’appello ai cittadini a partecipare alla manifestazione nella capitale, organizzata per oggi, dopo l’assalto al sindacato di una settimana fa, arriva da Maurizio Landini. Il segretario generale ieri è stato a Pescara. Prima di incontrare gli operai della Riello, ha tenuto all’auditorium Petruzzi una lectio magistralis per alcune rappresentanze delle classi quinte del liceo classico, del Galilei, del Volta, dell'Aterno Manthoné, del Mibe e dell'Acerbo.
«Quando si attacca un sindacato, è una ferita alla democrazia, un'offesa alla nostra Costituzione e un modo di violentare il mondo del lavoro, che non ne ha bisogno. Chiediamo che il governo assuma un provvedimento affinché, applicando le leggi della Costituzione, sciolga tutte le formazioni che si richiamano al fascismo», ha detto a margine dell'incontro. L’intervento del segretario si è inserito nell’ambito della quarta edizione del Premio Federico Caffè, riservato agli studenti dell’ultimo anno delle superiori di Abruzzo e Molise, e quest’anno incentrato sulla struttura monarchica dell’impresa. Affiancato dalla segretaria provinciale Alessandra Di Simone e da Oscar Buonamano, Landini ha messo in luce quanto «l’equilibrio e la mediazione tra lavoro e impresa determini la qualità di una democrazia. Non sto teorizzando la fine del capitalismo», ha chiarito, «ma tra il lavoratore e l’impresa deve esserci pari dignità. Superare la struttura monarchica dell’impresa significa pensare che anche l’impresa deve essere una società democratica, fondata sul riconoscimento e su una mediazione dei diversi interessi che sono in campo».
Una parentesi il segretario l'ha dedicata al Green pass, da ieri obbligatorio per accedere in tutti i luoghi di lavoro. «Vorrei che nel nostro Paese si arrivasse all’obbligo vaccinale per legge. Sul Green pass continuiamo a pensare che sia giusto che le imprese paghino il tampone per i loro dipendenti. Per aiutare questo processo, abbiamo chiesto al governo due provvedimenti: il ripristino del credito di imposta, in modo che le imprese possano detrarre le spese, e poi una riduzione drastica del prezzo dei test per tutti, strumento che serve per lavorare ma anche per i necessari tracciamenti».