tutti a tavola, ma che fatica

26 Novembre 2016

Tutti a tavola, ma quante battaglie per conciliare gusti, salute, abitudini, opinioni. Il Centro ha avviato un dibattito su queste pagine. Ieri, infatti, centinaia di vegetariani sono arrivati da...

Tutti a tavola, ma quante battaglie per conciliare gusti, salute, abitudini, opinioni. Il Centro ha avviato un dibattito su queste pagine. Ieri, infatti, centinaia di vegetariani sono arrivati da tutta Italia a Giulianova per discutere di dieta naturale, ma anche dell'impatto psicologico e comportamentale della scelta vegetariana, della necessità di formare medici e ristoratori e di creare reti professionali che li supportino e diano voce ai loro diritti. Proprio così: diritti. Perché, come dice al nostro giornale il nutrizionista Paolo De Cristofaro, il 10% degli italiani che hanno abolito la carne dalla dieta sono discriminati rispetto agli onnivori. Per esempio, sono poco seguiti dai medici, perché poco sanno della cultura vegetariana, o perché non condividono la scelta radicale di eliminare i prodotti animali dalla tavola. Il medico e cultore di cucina Nicola Salvatorelli ci spiega invece che una modica quantità di carne è compatibile con una vita sana e che l’importante è scegliere bene e mangiare solo carne di allevamenti non intensivi. Ma i vegetariani trovano difficoltà anche nei ristoranti, che, a giudizio della chef Emanuela Tommolini, si limitano a servire piatti monotoni, poco studiati o incompleti, perché i cuochi mancano di preparazione. E i celiaci infine che cosa dovrebbero dire? Fino a pochi anni fa, come spiega il presidente regionale dell’associazione italiana celiachia, Mario Centi Pizzutilli, per loro era impossibile mangiare fuori casa. Adesso molti ristoranti prevedono menu e attrezzature dedicate e la stessa associazione organizza corsi di formazione. Progressi tangibili, ma appunto, che fatica.