Tutti in fila per un sogno: recitare e diventare famosi

12 Settembre 2020

Decine di bambini e ragazzi, dai 7 ai 20 anni, alla seconda giornata di casting  Da tutta la provincia, accompagnati dai genitori, nella parrocchia di Rancitelli 

PESCARA. «A ma’ voglio anda’ a fa’ l'Arminuta. Mi sceglieranno, la coccinella che ho tenuto in mano mi porterà fortuna», ha detto sicura, la piccola Anna Staniscia, 7 anni di Penne, a mamma Valentina Ventura che di fronte allo sguardo determinato della figlia ha capitolato. E ieri mattina, entrambe, erano sedute in prima fila alla seconda giornata (dopo il pienone al Mediamuseum) di provini per il film “L’Arminuta”, tratto dall'omonimo libro di Donatella Di Pietrantonio, che sarà girato in Abruzzo per la regia di Giuseppe Bonito.
La protagonista, una 13enne sballottata da una famiglia all’altra, passando dall’agiatezza alla povertà, «sarà abruzzese», conferma Stefania Rodà, coordinatrice del casting, che annuncia: «I provini andranno avanti anche nei prossimi giorni, luoghi e date saranno comunicati». Intanto ieri si sono svolti nella chiesa degli Angeli Custodi in via Lago di Posta, nel cuore duro e orgoglioso del quartiere Rancitelli. Mascherina, distanziamento, gel disinfettante e silenzio assoluto durante il ciak nei locali interni messi a disposizione dal parroco, don Massimiliano De Luca, che ha colto l'occasione per dire: «Ben vengano tali iniziative. Questo è il segnale di un quartiere che vuole rinascere e che non vuole arrendersi al degrado. Oggi, qui, ci sono tanti bambini. Quelli di cui il quartiere ha bisogno per riaprire le scuole, ma perché ciò avvenga è necessario che le coppie giovani vengano a vivere a Rancitelli».
La fama e il riscatto. La voglia di tanti bambini e giovani di diventare famosi e il riscatto di un quartiere difficile. Ci hanno provato in centinaia. Dalle 11 alle 18, ieri, è stato un fluire lento di mamme, papà e figli dai 7 ai 20 anni, arrivati alla spicciolata davanti ai cancelli della chiesa sotto un sole bollente. Nessun assembramento. Subito è scattata la caccia al numeretto e ai moduli da riempire, poi l’attesa assisi sulle panche e le sedie. «Se lo sente», sarà lei l'Arminuta. Benedetta Sparvieri, 16 anni di Francavilla, studentessa del liceo classico D'Annunzio: «Mi ci ritrovo in questa storia, anch’io ho vissuto in due famiglie. Ho letto il libro in classe grazie alla sensibilità della prof Daniela D’Ausilio. Mi è rimasto impresso il passaggio “parlavo un’altra lingua e nessuno mi capiva”, è la sintesi della mia vita» sussurra seduta accanto ad Angela Morosini, madre anche di Martina, Edea e Guido, «il fratello che l'ha spinta a fare il provino»,ammette orgogliosa la signora, originaria di Benevento.
«Donatella Di Pietrantonio è stata la dentista di mia figlia prima di diventare famosa. Ora è sempre impegnata e quindi abbiamo dovuto cercare un altro medico»" sorride Federica Toppeta, mamma di Ludovica De Crollis, 7 anni di Penne, ansiosa di fare il provino: «Voglio recitare, ma se non riesco a fare l'attrice diventerò estetista». Davanti alla telecamera Ludovica, sciolta, ha parlato e recitato in vernacolo. «Facciamo di tutto per non farli parlare il dialetto e invece il provino si fa anche in vernacolo, ma non ci dispiace affatto, sono le nostre radici. E questo evento è un riscatto per il nostro quartiere» osservano mamma Sabrina D'Agostino e papà Giuseppe Orletti, genitori di Francesco, 10 anni e Mia, 7. È lei l’aspirante attrice, rivela mamma: «Vorremmo che superasse la timidezza. Quando le abbiamo chiesto se voleva provare, ci ha riflettuto tre giorni prima di dire sì».
Ai candidati vengono prese le misure dell’altezza. E tra le raccomandazioni alle ragazze, quella di non truccarsi. Cecilia Maiezza, 16 anni di Cepagatti, studentessa al Da Vinci: «Non ho messo neppure il mascara», chiarisce cercando lo sguardo di mamma Tecla Di Giovanni: «Lei mi ha spinta a mettermi in gioco perché sono timida e anche i miei amici mi hanno incoraggiata. Il mio mito è Jennifer Lopez e sono attratta dal mondo dello spettacolo. Ci voglio provare per superare le mie paure, altrimenti diventerò infermiera». Disinvolti, energici, pronti a spaccare, i fratelli Yari e Greta Sarchiapone, 17 e 12 anni, pescaresi di zona aeroporto, campioni di balli caraibici, alle telecamere sono abituati. Yari: «Ci girano intorno mentre balliamo. Siamo qui perché vogliamo diventare famosi, come i nostri beniamini di Gomorra, Marco D'Amore e Gennaro Savastano. Speriamo che mi pijn» scherza. È spigliata, Greta, che da grande vorrebbe fare l’avvocato o la presentatrice. Stupisce i presenti con il suo eloquio fluente che la fa sembrare più grande: «Questo evento è una svolta per Rancitelli, una emozione unica come quella che sanno trasmettere gli attori bravi». Mamma Giuseppina Zagarese, napoletana, li guarda commossa: «Sono orgogliosa dei miei ragazzi». Allyson Silvestri, 9 anni e mezzo, orgoglio di papà Alorino e mamma Sabrina Di Marzio, di Villa del Fuoco, ha indossato un’elegante maglietta rosa, si ispira ad Angelina Jolie e sogna «un grande palcoscenico, la recitazione mi è sempre piaciuta, per ora mi sono esibita solo a scuola». Ha in mano il numero 30, viene chiamata: «Devo andare, mo m’attocca». Come direbbe l'Arminuta.
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