Tutti in spiaggia a Ferragosto Gli abruzzesi riscoprono Pescara

Le associazioni di categoria: negli stabilimenti c’è il pienone, costretti a rifiutare le prenotazioni Ma c’è rabbia per il fermo pesca al via oggi. Padovano: un errore togliere il pesce con tanti turisti
PESCARA. Non c'è più un ombrellone libero sulle spiagge del litorale. Tutti occupati dai pescaresi e dai turisti che arrivano dall’Aquilano, dal Frusinate, da Umbria, Lombardia, Veneto, Lazio e Campania. È pur vero che un buon 20 per cento degli ombreggi è stato cancellato dal distanziamento anticontagio, ma le associazioni dei balneatori Sib Confcommercio e Fiba Confesercenti, dirette da Riccardo Padovano e Mario Troisi, esultano: «C’è il pienone negli stabilimenti. Nessuno se lo aspettava, rischiavamo il fallimento», dopo mesi di chiusura forzata e incassi azzerati.
Invece, il Ferragosto del Covid parte col botto in termini di presenze, seppur sottotono a causa dei disagi provocati dalle mascherine e dalla necessità di mantenere le distanze.
«Il rammarico», rivela Padovano, «è per tutte quelle prenotazioni che abbiamo dovuto rimandare indietro o dirottare altrove per mancanza di posti». La rabbia, invece, è per il fermo biologico che no, non doveva esserci proprio ora che il turismo ha bisogno di pesce fresco e in quantità.
È indignato, Padovano (presidente Sib, 300 associati, 150 a Pescara, Francavilla e Montesilvano) che col sindaco Carlo Masci due giorni fa ha raccontato nel corso di una diretta televisiva con la trasmissione Agorà, su Rai3, la bellezza del territorio, ma con gli strascichi negativi per la pesca derivanti dalle decisioni dell'Europa.
«Il fermo biologico comincia domani (oggi ndc), è un grandissimo errore togliere il pescato nel momento in cui in Abruzzo arrivano i turisti ai quali dobbiamo far conoscere le nostre tipicità come la frittura di paranza con merluzzi, trigliette, zanghette, alici e calamari, le polpette di pesce azzurro, gli sgombri alla brace e le alici scottadito, le nostre specialità che anche gli abruzzesi dell’interno stanno imparando ad apprezzare». Li ringrazia «uno per uno», Padovano, quei turisti dell'entroterra che «stanno arrivando da Sulmona, Roccasecca, Valle Roveto, Balsorano, Tagliacozzo, Carsoli, restano tutto il giorno e poi vanno via, oppure alloggiano in albergo o nelle seconde case. Purché sia. Per convincerli a scegliere la costa abbiamo lavorato anni con l'assessore regionale Mauro Febbo e gli enti locali. Accade ora con gli spazi ridotti dal distanziamento. Rischiavamo il fallimento, tra lockdown e mareggiate, invece abbiamo il pienone sotto gli ombrelloni. Ci stiamo riprendendo», rimarca con sollievo il balneatore. Che spiega: «La politica del turismo è anche gemellaggio con altre realtà territoriali, è card-sconto con alberghi, ristoranti, negozi, è visione del futuro».
Registra il tutto esaurito sotto gli ombrelloni anche Mario Troisi di Fiba-Confesercenti (oltre 100 associati): «Sta andando meglio delle previsioni», che, come già detto, apparivano catastrofiche fino a qualche mese fa, «con tutte le difficoltà legate al distanziamento oggi comunque gli ombreggi sono pieni, i turisti arrivano da Lombardia, Veneto, Lazio e Campania, ma soprattutto gli abruzzesi stanno scoprendo che collega mare e monti sono divisi da pochi chilometri».
L’associazione ha chiuso ieri la settima edizione di Cerasuolo a mare, con degustazioni negli stabilimenti balneari, di vini ed etichette di oltre 30 cantine locali e prodotti tipici a prezzi low cost: «I numeri sono stati incoraggianti», tira le somme Troisi, «questa manifestazione è stata una opportunità per cantine e balneatori, il nostro auspicio è che gli imprenditori sfruttino la scia di questo successo per promuoversi. È la mission dei vertici di Confesercenti, Raffaele Fava e Gianni Taucci».
E domani, sabato di Ferragosto, le spiagge saranno comunque affollate.
«Non si potrà ballare come vuole la tradizione, ma la musica c'è. I balneatori sono pronti e alcuni si stanno preparando a rimanere aperti anche tutto l’inverno».
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