Tutti pazzi per Sorrentino «Che emozione stare sul set»

Viaggio del Centro nel paese che ha ospitato per 2 settimane la troupe di The New Pope
ROCCAMORICE. Roccamorice punta sul cinema per far decollare imprese, turismo e territorio. Il regista Paolo Sorrentino per quattro giorni, da mercoledì a sabato, si è fermato ai piedi della Majella per girare alcune scene di The New Pope con John Malkovich e Silvio Orlando, tra gli attori protagonisti. Non c’è Jude Law. Il premio Oscar di origini napoletane, dal 5 novembre scorso, ha fatto preparare il set nell’eremo di Santo Spirito per le riprese del secondo atto della serie di successo The Young Pope, prima co-produzione internazionale di Sky Italia con il colosso statunitense Hbo.
Si è trascinato dietro una troupe di 120 persone che hanno girato, mangiato e pernottato tra Roccamorice e Caramanico (15 chilometri di distanza) in Val Pescara. A oltre 1000 metri di altitudine sul livello del mare, Sorrentino ha trovato il clima ideale, tanto freddo, la luce giusta, niente pioggia né neve, per il sequel del movie che ha registrato alti indici di ascolto in tutto il mondo.
A Roccamorice, oltre 60 chilometri da Pescara, si arriva da Scafa (12 km) e San Valentino (7 km) dopo aver attraversato suggestivi tornanti che si snodano tra boschi e pareti rocciose. L’eremo del Santo Spirito, dove Sorrentino ha girato le sue scene, è gestito dal Comune, guidato da sei anni dal sindaco Alessandro D’Ascanio e dall’associazione Ripa Rossa presieduta da Daniele Palumbo. D’Ascanio ha tenuto a sottolineare che «con la nostra amministrazione siamo riusciti a portare all’eremo e dintorni 12mila presenze l’anno» puntando su una combinazione di fattori «restauro, gestione, visite guidate, valorizzazione» che sono il «segreto» del successo turistico e culturale del piccolo centro montano.
L’obiettivo del sindaco, che ha fatto chiudere fino a ieri le vie dell’eremo per motivi di sicurezza, è «attrarre altre produzioni cinematografiche per far lavorare le imprese locali». Per qualche settimana Roccamorice, già set nel giugno scorso del Nome della Rosa e location amata dall’indimenticato Bud Spencer, è tornata di nuovo sotto i riflettori. Grande soddisfazione per la ricaduta d’immagine nel paese, che conta circa mille abitanti (3000 d’estate) è stata espressa dal primo cittadino. Poche battute per spiegare che «Sorrentino non ha scelto questo posto solo per la sua straordinaria bellezza» ma anche per la «calorosa accoglienza» che gli hanno riservato cittadini, imprenditori, volontari delle associazioni che però hanno ricevuto la consegna del silenzio per tutto il tempo delle riprese. Non dice altro, il primo cittadino. Tutto rimandato alla conferenza stampa convocata per mercoledì 21 alle ore 11 in Provincia, a Pescara per tirare le somme dell’evento. Una volta ripartita la troupe, a bordo di enormi Tir stracolmi di oggetti e costumi di scena, via libera ai racconti, le curiosità, gli aneddoti, le foto con gli attori famosi postate sui social. Tra i pochi fortunati che hanno avuto accesso al set, Lucia D’Aurizio e Pasquale Giardini di Macchie di Coco, il risto- b&b dove anni fa si sono fermati anche Pietro Cascella, Caterina Caselli e Andrea Giordana, che hanno preparato tutti i catering con l’aiuto dello staff, il figlio Tommaso Giardini, Vittorio Di Matteo, Rachele Sfoglia, Lucia D’Angelo e Lucia D’Urbano. «Sorrentino», racconta la signora Lucia, pescarese «è impazzito per il pecorino spadellato con colata di miele e noci e filetto di maialino allo zafferano. Prima di andare via, ci ha detto: “Ci rivedremo”. Silvio Orlando, vestito da cardinale, ci ha lasciato il suo autografo mentre degustava pasta e ceci con le neole salate».
Tra una scena e l’altra, John Malkovich ha divorato tutte le noccioline che gli hanno portato sul set i fratelli Enrico e Pierpaolo D’Angelo, che gestiscono il bar “Hard Rocc” di via Horatis, insieme a Natasha Di Giacomo, che raccontano: «Abbiamo consegnato sul set pacchi di arachidi, mandorle e noci che Malkovich sgranocchia tra una scena e l’altra. Ma non ci hanno fatto avvicinare all’attore, la troupe ci ha chiesto riservatezza. Lo abbiamo solo visto scendere da un Bmw e salire su una jeep. Speriamo che questo film porti gente e che sia un altro trampolino di lancio turistico per il nostro territorio». Marino Santangelo, cliente del bar Barocca dei titolari Nino e Marco D’Alimonte, prende un caffè con papà Filippo D’Alimonte e commenta: «Sorrentino è rimasto affascinato dall’eremo del Santo Spirito che insieme a San Bartolomeo, sono mete turistiche importanti».

