Ubriaco uccide ciclista e fugge, arrestato

La vittima aveva 47 anni: è stata travolta lungo la circonvallazione tra lo svincolo di Pescara Colli e la galleria San Giovanni
PESCARA. Con la bicicletta lungo la circonvallazione, chissà dove doveva arrivare alle due di ieri notte Ion Vlad, romeno di 47 anni, travolto e lasciato esanime a terra dall’automobilista, risultato ubriaco, che dopo averlo travolto e ucciso tra lo svincolo di Pescara Colli e la galleria San Giovanni, ha proseguito in macchina con il parabrezza in frantumi senza neanche chiamare i soccorsi per provare a salvarlo. Ma tentando, invece, di fingere un banale incidente.
Da ieri Ion Vlad è nella cella frigorifero dell’obitorio dell’ospedale di Pescara in attesa di un amico o di un familiare che vada a fare il riconoscimento ufficiale. Chiuso invece a casa, agli arresti, è l’automobilista che presumibilmente l’ha travolto e ucciso, scappando subito dopo.
Si tratta di un 41enne di origine napoletane, da tempo residente a Pescara, zona Santa Filomena: Giorgio Luongo, incensurato, operatore nel settore del packaging (tovagliolini, posate e piatti di carta). Per lui, una volta individuato e rintracciato, è scattato l’arresto obbligatorio previsto dal reato di omicidio stradale, di cui è accusato (per la guida in stato di ebbrezza e la fuga) secondo quanto formulato dal pm Gennaro Varone che coordina le indagini della polizia stradale diretta da Silvia Conti. Un’indagine lampo, quella degli uomini dell’infortunistica della Stradale, visto che il presunto responsabile è stato intercettato e arrestato, con uno stratagemma, nel corso della stessa notte.
Dalla ricostruzione della polizia stradale, l’investimento avviene lungo la circonvallazione, in direzione nord, verso le due di notte quando una macchina travolge l’inaspettato ciclista (che sulla circonvallazione non poteva circolare). Nell’urto, violentissimo, l’uomo finisce contro il parabrezza, lasciato in frantumi, e poi da qui rimbalza a terra. Un evento inaspettato quanto tragico a cui il conducente della Fiat Punto reagisce fuggendo, mentre chi lo segue poco dopo vede alcuni pezzi di carrozzeria a terra, guarda meglio e si accorge di quel corpo a terra. E chiama i soccorsi. Nel frattempo, il responsabile va avanti per quanto può, e dopo circa un chilometro, considerando la visuale pessima che il parabrezza gli consente, accosta sotto la galleria e si allontana, chiamando con il telefonino un carroattrezzi.
All’operatore l’uomo riferisce di aver fatto un incidente, gli dà le coordinate su dove trovare la macchina e gli chiede di riportargliela prima in una zona di un’altra provincia dove il carroattrezzi non può andare e poi a Santa Filomena. Nel frattempo sul posto della tragedia sono arrivati 118 e stradale a cui qualche automobilista racconta di un altro uomo in bicicletta che dopo essere tornato indietro ad accertarsi delle condizioni di quello a terra, si allontana verso lo svincolo dei Colli. La polizia stradale viene messa al corrente anche di quest’auto incidentata nello stesso tratto stradale della tragedia, s’insospettisce e va a verificare. Ma con uno stratagemma. Alcuni poliziotti salgono infatti sul carroattrezzi per scenderne solo quando il mezzo riporta l’auto incidentata all’automobilista, che ne ha fatto richiesta. Che a quel punto, di fronte alla polizia che di certo non si aspettava, inizia a balbettare una serie di scuse che però, secondo l’accusa, non gli lasciano scampo. L’alito è vinoso, e a maggior ragione i poliziotti procedono con l’alcoltest che dà risultati quasi il triplo del limite consentito. Luongo viene arrestato. Tra oggi e domani, durante l’udienza di convalida, darà la sua versione dei fatti.
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