Uccelli contro il motore, paura sull’aereo

7 Maggio 2019

La squadra di calcio a 5 dell’AcquaeSapone era appena decollata. Colatriano: «Abbiamo sentito un rumore fortissimo»

PESCARA. Una grande paura per tutti. E il desiderio, almeno nell’immediato, di non salire mai più su un aereo. È stato un rientro difficilissimo, quello da Catania a Roma, per la squadra di calcio a 5 dell’AcquaeSapone Unigross, che domenica mattina doveva tornare dalla Sicilia con un volo della compagnia Vueling. Il velivolo con partenza alle 9.05 ha avuto un incidente subito dopo essersi staccato da terra ed è stato necessario un atterraggio immediato e il cambio di mezzo.
Racconta la disavventura Antonio Colatriano, amministratore delegato della squadra, che sdrammatizza l’episodio con il sorriso. Ma il ricordo di quei minuti e della paura che ha accompagnato i 22 passeggeri dell’AcquaeSapone è ancora vivissimo, ovviamente. «L’aereo», dice, «si era staccato da terra da una quindicina di secondi quando abbiamo sentito un rumore forte, anomalo. Un rumore che diventava sempre più forte. Ci siamo accorti che l’areo non proseguiva la fase di salita e abbiamo cominciato a guardarci con preoccupazione». Una spiegazione, seppur minima, è arrivata subito dopo dal comandante. «Siamo stati avvisati che c’era stato un problema e che saremmo rientrati a Catania». Solo in un secondo momento, una volta toccata terra, il comandante è entrato nei particolari dicendo che «un stormo di uccelli era entrato in un motore per cui è stato necessario spegnerlo, per evitare un incendio», racconta sempre Colatriano parlando della «velocità rallentata» che si percepiva chiaramente tra i passeggeri. L’aereo, questo il ricordo dell’amministratore delegato, ha continuato la salita, per un po’, dopodiché ha cominciato «ad abbassarsi e ci siamo trovati praticamente sospesi sul mare». Anche questa fase (una ventina di minuti) è stata affrontata con preoccupazione «perché vedevamo l’acqua vicinissima» ma poi è finita nel migliore dei modi, con un atterraggio riuscito. Sono passate ore, fino alle 15, per ottenere un aereo sostitutivo (arrivato dalla Spagna) e una volta su Roma «abbiamo ballato per tutta la fase di atterraggio». La paura è stata tanta, «anche per chi vola sempre con tranquillità». In quegli istanti «ci si sente impotente» ma per fortuna «questo episodio spiacevole si è chiuso con un grande spavento e niente più», contrariamente alla tragedia area avvenuta a Mosca, dove un aereo ha preso fuoco dopo il decollo.
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