Uccisa anche la moglie L’ha spinta dal balcone

23 Maggio 2018

Tragica conferma dall’autopsia: Filippone l’ha fatta salire su una scaletta Poi ha approfittato del caos dei soccorsi ed è fuggito a prendere la figlia

CHIETI. L’ha uccisa lui, spingendola giù da una scaletta sul balcone. La morte di Marina Angrilli, dopo un volo di 10 metri nel cortile del palazzo di piazza Roccaraso a Chieti Scalo, è stata un omicidio. E l’assassino è il marito Fausto Filippone, lo stesso che ha gettato nel vuoto anche la figlia Ludovica, morta sul colpo.
LA SCALETTA. Gli agenti della polizia scientifica hanno trovato la scaletta a un passo dal parapetto di cemento, vicino a una sedia di plastica, e hanno pensato subito a una trappola mortale. Adesso, ad avvalorare l’ipotesi degli investigatori della squadra mobile, guidati dalla dirigente Miriam D’Anastasio, c’è anche l’esito dell’autopsia eseguita ieri dal medico legale Cristian D’Ovidio: l’autopsia ha escluso il suicidio, il malore e l’incidente. L’unica ipotesi resta quella di un delitto pianificato: a dirlo sono le lesioni riportate dalla donna compatibili con una caduta improvvisa, inaspettata e provocata da una forza esterna come una spinta, la traiettoria seguita dal corpo e il punto dell’impatto sull’asfalto. La tragedia di domenica scorsa sembra sempre più un duplice omicidio-suicidio.
TRAPPOLA MORTALE. Dietro il dramma iniziato nell’appartamento al secondo piano di Chieti Scalo, potrebbe esserci un inganno: l’insegnante del liceo scientifico da Vinci di Pescara, potrebbe essere stata convinta, con una scusa, a salire sulla scala e poi spinta giù. E a spingerla, intorno a mezzogiorno, verso un volo di 10 metri è stata l’unica persona presente in casa in quel momento: Filippone, 49 anni, lo stesso che un’ora dopo ha ucciso anche la figlioletta di 10 anni gettandola sotto un cavalcavia di 40 metri. Una tragedia cominciata tra i palazzi di Chieti Scalo e finita sotto il viadotto Alento dell’A14, a Francavilla: è qui che sono morti, prima, la piccola Ludovica, e alle 20, dopo una trattativa durata 7 ore, il padre, dirigente della Brioni.
NESSUNA LITE. Non c’è stata lite prima della morte della Angrilli: nella zona nessuno ha sentito rumori e grida. Se la professoressa è stata spinta dal marito, è successo all’improvviso in un istante di follia: i residenti raccontano di aver sentito soltanto l’urlo della donna durante la caduta e, poi, il tonfo del corpo sull’asfalto. E poi l’autopsia ha rivelato che non ci sono segni di lotta. Né sul corpo della mamma né sul corpo della bambina. Il medico legale ha eseguito anche gli esami tossicologici per valutare se mamma e figlia siano state sedate prima di essere uccise ma i risultati arriveranno entro 60 giorni.
IL TESTIMONE. La testimonianza di un condomino della palazzina di Chieti Scalo, Giuliano Salvio, è considerata decisiva dagli inquirenti: il residente, medico, è stato il primo a prestare soccorso alla donna agonizzante. Salvio ha trovato l’insegnante stesa a terra sotto il balcone, da sola. La sua versione, già riportata dal Centro, è stata ribadita ieri anche davanti alle telecamere della Vita in Diretta: «Ho trovato la donna supina, con una posizione del corpo abbastanza composta, in una chiazza di sangue che circondava la nuca, immobile, non parlava. Ho preso subito il polso e la signora ha mosso la testa. Ho pensato ad avvisare i soccorsi ma un’altra residente li aveva già chiamati». Il medico racconta che Marina avrebbe provato d’istinto a rialzarsi. Filippone è arrivato poco dopo: «Ho visto un uomo che camminava in maniera nervosa, farfugliava qualcosa, si teneva la testa con le mani», dice il medico, «gli ho chiesto: “Cosa è successo?”. E lui ha detto: “È caduta dal secondo piano”. Allora, ho chiesto: “Ma la conosce?”. E lui mi ha detto: “È mia moglie”. Poi il marito si è alzato e ha seguitato ad agitarsi nel cortile. Poi, lui si è avvicinato e ha fatto una cosa insolita, mi ha chiamato con il telefonino in mano e mi ha detto di prendere nota di un numero di telefono e poi: “Io devo andare a prendere mia figlia”. Io gli ho detto, in maniera decisa, di non allontanarsi e di restare fino all’arrivo del 118». Il medico è certo: «L’ho visto parlare con i sanitari sicuramente». Dopo l’arrivo delle due ambulanze, sono arrivati anche i poliziotti della Volante: ma non c’è ancora certezza che Filippone fosse ancora in piazza Roccaraso in quel momento perché le versioni iniziano a essere discordanti. Angrilli è morta verso le 16 in ospedale.
TELEFONATA ALLA FIGLIA. Approfittando del caos dei soccorsi, da Chieti Scalo, Filippone è arrivato con la sua auto, una Bmw X1, vicino alla casa familiare di via Punta Penna a Pescara: nel tragitto, ha parlato al telefono con la figlia e l’ha convinta a uscire. Forse, promettendole un regalo. Quando ha visto l’auto del padre, Ludovica è uscita ed è salita.