Uccise il padre, la perizia: "Incapace di intendere e di volere"

11 Febbraio 2016

Sante Corazzini il 12 agosto 2013 accoltellò il genitore mentre dormiva. Secondo lo psichiatra non è pericoloso socialmente, ma "è necessario che assuma costantemente una terapia farmacologica e rimanga ricoverato in una struttura protetta"

PESCARA. «Totalmente incapace di intendere e di volere, sia all'epoca dei fatti che attualmente, in quanto affetto da ritardo mentale grave e psicosi cronica». È quanto emerso dalla perizia depositata presso il tribunale di Pescara, dallo psichiatra aquilano Maurizio Cupillari, nell' ambito del processo a carico di Sante Corazzini, 43 anni, che il 12 agosto del 2013 uccise il padre Angelo di 66 anni, a coltellate, nell'abitazione che condivideva con il genitore, in via dei Tigli a Popoli (Pescara). La perizia ha inoltre ha accertato che Corazzini «non è pericoloso socialmente, ma è necessario che assuma costantemente una terapia farmacologica e rimanga ricoverato in una struttura protetta, anche in virtù dell'impossibilità, da parte delle sorelle, di seguirlo adeguatamente». L'uomo, che è libero dal 29 luglio del 2014, è attualmente ricoverato nella clinica Villa Serena, dove ha scelto di recarsi volontariamente per sottoporsi alle cure. Per questo il gup Nicola Colantonio ha respinto la richiesta del pm Silvia Santoro che aveva invocato l'adozione di misure di sicurezza nei confronti di Corazzini. L'avvocato della difesa, Paolo Marino, si è opposto proprio in considerazione del fatto che il suo assistito è già ricoverato all'interno di un centro specializzato e dunque le esigenze di sicurezza risultano soddisfatte. Cupillari ha infine evidenziato «che l'imputato non è in grado di partecipare al processo». Il gup, alla luce della relazione del perito, si è dunque riservato di nominare un curatore, ha dichiarato la sospensione della procedura e ha fissato per il prossimo 30 giugno l'udienza di verifica della pericolosità sociale dell'imputato. Il parricidio avvenne al culmine di una lite tra padre e figlio. Il rapporto tra i due era particolarmente teso ed era cambiato subito dopo la morte della madre dell'imputato, avvenuta qualche anno prima. Il 43enne, che era da tempo in cura nel centro di igiene mentale di Tocco da Casauria (Pescara) ed era stato affidato al padre in quanto ritenuto seminfermo di mente, la sera dell'estate di tre anni fa avrebbe aspettato che il genitore si mettesse a dormire e lo avrebbe raggiunto in camera da letto, colpendolo al torace e al collo con un coltello preso in cucina. La vittima, dopo essersi svegliata, avrebbe cercato di difendersi dalla furia del figlio e di telefonare alla figlia, senza però riuscirci. Negli anni '90 Sante Corazzini fu condannato per avere picchiato e ucciso un anziano, da cui avrebbe subito, a suo dire, attenzioni a sfondo sessuale. La pena venne prima attenuata in appello, grazie al riconoscimento dell'attenuante della provocazione e poi condonata con la grazia, che gli fu concessa dall'allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.