Uccise il vicino, perizia psichiatrica per Mucciante

5 Giugno 2018

Il 12 luglio l’incidente probatorio richiesto dalla difesa per accertare la capacità di intendere del 51enne

PESCARA. Sarà una perizia psichiatrica ad accertare la capacità di intendere e di volere di Roberto Mucciante, il 51enne arrestato lo scorso aprile per aver ucciso con 38 coltellate il vicino di casa, Salvatore Russo, muratore di 58 anni. La giudice per le indagini preliminari, Antonella Di Carlo ha fissato al prossimo 12 luglio l’incidente probatorio per affidare l’incarico a un perito. La richiesta era stata avanzata nei giorni scorsi dalla pm Valentina D’Agostino, titolare dell’inchiesta sul delitto, a seguito dell’istanza presentata il 17 maggio scorso dai due difensori di Mucciante, gli avvocati Gianluigi Amoroso e Clara Di Sipio, in cui si sollecitava la richiesta di incidente probatorio. Una richiesta prevedibile quella della difesa, considerato che subito dopo l’interrogatorio dell’indagato aveva dichiarato che stava «valutando eventuali istanze difensive».
Nello specifico, i quesiti posti dal pubblico ministero D’Agostino puntano a stabilire se Mucciante «al momento dei fatti era per infermità in tale stato di mente da escludere ovvero, pur senza escluderla, da scemare grandemente, la capacità di intendere e di volere». Si dovrà anche valutare se lo stato mentale del 51enne «sia, per infermità, tale da impedirne la cosciente partecipazione al procedimento» e se «sia da considerarsi soggetto socialmente pericoloso».
L’omicidio è avvenuto il 25 aprile scorso nel garage del palazzo dove vivevano Mucciante e Russo, rispettivamente al primo e al secondo piano, all’angolo tra via del Circuito e via Pian delle Mele, quasi al confine con Villa Raspa. Un delitto di una violenza inaudita e senza un perché, che ha sconvolto familiari e amici del 58enne, persona buona e amata da tutti. I familiari di Russo, sposato, padre di quattro figli e nonno di un nipotino, sono assistiti dall’avvocato Andrea Cocchini. (m.v.)
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