Ucciso di botte per la droga

La vittima è Marco Cervoni, pennese di 35 anni. Fermato Guerino Spinelli, 29 anni
PESCARA. Sono stati i traumi subiti alla testa a causare la morte di Marco Cervoni, 35enne di Penne con problemi di tossicodipendenza, trovato agonizzante ieri mattina in un palazzo di Rancitelli, e in seguito deceduto in ospedale. Per la morte di Cervoni ieri pomeriggio è stato messo in stato di fermo Guerino Spinelli, 29enne rom già noto alle forze dell’ordine, a carico del quale la polizia ritiene ci siano gravi indizi sul coinvolgimento nella morte del giovane. Alla base del delitto, si presume ci siano ragioni dovute allo spaccio della droga nella zona. Ieri Spinelli non ha però risposto alle domande degli inquirenti.
L’autopsia, che viene affidata oggi, chiarirà se i traumi sono frutto solo di pugni e calci o se, come si sospetta, sia stato utilizzato un oggetto contundente. Da accertare anche se il pestaggio fatale sia avvenuto nel civico 171 di via Tavo, dove il 35enne è stato soccorso, o se sia cominciato prima. Non è inoltre escluso che, a ridurre in fin di vita il ragazzo di Penne, sia stata più d’una persona.
A ogni modo Cervoni viene trovato, pestato a sangue, sul pianerottolo del terzo piano poco prima delle 11 del mattino. Un’inquilina dello stabile avverte il 118: la chiamata arriva alle 10,53. Sul posto interviene un’ambulanza medicalizzata, che presta i primi soccorsi a Cervoni che, stando al test eseguito, ha assunto droghe.
Le condizioni della vittima appaiono subito estremamente critiche. È intubato e trasportato in ospedale, dove arriva intorno alle 11,30. Non c’è però nulla da fare, perché muore una decina di minuti dopo.
L’ipotesi dell’omicidio è subito privilegiata dopo una prima ricognizione sommaria dei traumi e delle lesioni sul corpo della vittima, chiaramente compatibili con un’aggressione o una colluttazione. Tra l’altro, qualcuno ha provato a lavare alla meno peggio le tracce di sangue della vittima sul pianerottolo.
Circa due ore dopo il decesso, gli uomini della squadra mobile diretta da Dante Cosentino bussano all’appartamento di Spinelli, al sesto piano del civico 185 di via Tavo: nessuno risponde, e le tapparelle che danno sul Ferro di Cavallo sono chiuse. I vigili del fuoco forzano la porta, dalla quale esce una donna. Non c’è però Guerino Spinelli.
Tra le palazzine di via Tavo arrivano cinque volanti della polizia, due macchine dei carabinieri, i vigili del fuoco con un’autoscala, gli uomini della polizia scientifica e la Digos.
Alla fine Spinelli viene scovato solo un paio d’ore dopo in un altro appartamento della zona, nell’abitazione in uso a un conoscente.
In serata a Pescara arriva anche una squadra della polizia scientifica di Ancona, per eseguire rilievi più approfonditi su una serie di tracce trovate sia sul luogo del pestaggio sia nell’appartamento di Spinelli.
Ieri, la polizia ha sentito diverse persone che erano state con Spinelli, fin dalle prime luci dell’alba. Il principale accusato nel frattempo non ha però risposto alle prime domande degli inquirenti.
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