Ucraine e russe amiche nel coro di Pescara

Kateryna, da 22 anni in Italia, parla dei legami tra i due popoli. E oggi pregheranno tutti insieme
PESCARA. In Abruzzo, a Pescara, ucraini e russi insieme per la pace. E insieme, domani, alle 15.30, manifesteranno in piazza Sacro Cuore contro questa guerra e per pregare affinché finisca presto.
Ad organizzare l’iniziativa, l’associazione interculturale ucraina Nessuno escluso, presieduta da Kateryna Alerhush, che ieri ha tenuto una conferenza stampa con Larysa Solovyova, presidente Anolf Pescara. Kateryna è da 22 anni in Italia, 20 a Pescara, dove si occupa di psicologia familiare. Per otto anni ha lavorato come mediatrice culturale all’ospedale. E adesso oltre a dedicarsi all’associazione, che conta 28 iscritti, dirige un coro folcloristico, di cui fanno parte signore ucraine, bielorusse e russe. «Siamo tutte amiche», racconta, «e siamo tutte unite contro la guerra.
Insieme stiamo seguendo con apprensione ciò che sta accadendo in Ucraina, ma anche in Russia dove molte persone si iniziano a ribellare contro le decisioni di Putin. Una quarantina almeno le manifestazioni per dire basta all’inferno di queste ore».
Lei, Kateryna, nel suo paese d’origine ha fratelli, nipoti, cugini. «Vivono ad appena 100 chilometri dall’aeroporto bombardato», sottolinea «mi dicono che lì la situazione è estremamente difficile e pericolosa. Non si può uscire per nessuna ragione. I ragazzi devono tenersi pronti e, in caso di emergenza, presentarsi al Commissariato. Loro comunque non hanno alcuna intenzione di tirarsi indietro. Con le mie orecchie ho sentito dire da alcuni che rimarranno in Ucraina a difendere il paese sino all’ultima goccia di sangue. E questo non è possibile. Bisogna che si faccia qualcosa».
Da parte sua, con l’associazione che presiede, con le ucraine e gli ucraini che vivono a Pescara, in tutto circa 1.300, si dice pronta ad accogliere i connazionali in difficoltà. «Sappiamo», fa presente, «che è stata data la possibilità agli anziani e alle mamme con i bambini di passare la frontiera con Polonia, dove fra l’altro arrivare è complicatissimo. Le porte delle nostre case sono aperte per loro. Spero che anche altri siano disposti ad accoglierli. Stiamo lanciando anche appelli su facebook. Chi ha appartamenti o stanza da affittare li metta se può a disposizione».

