Ue: via agli Eurobond nel 2019

Bruxelles propone dal 2020 ministro, Tesoro e Fondo monetario europei
BRUXELLES. La peggior crisi economica dal dopoguerra ha lasciato molte eredità pesanti per la zona euro: disoccupazione alta, forti ineguaglianze sociali, frammentazione dei mercati finanziari, profonde divergenze nella crescita dei Paesi che usano la stessa moneta e dovrebbero invece procedere di pari passo. Inoltre, il corpus di regole che l'Ue si è data per arginare i danni ha reso ancora più complicata l'architettura della Governance economica, con il risultato di renderla poco gestibile e comprensibile.
Per questo è arrivato il momento di una riforma organica, che la Commissione propone di fare in due tempi: entro il 2019 si completa quello che già è sul tavolo, come l'Unione bancaria, e si gettano le basi per riforme più audaci cominciando ad introdurre una forma iniziale di Eurobond, ma senza comunione di rischi. Dopo il 2020 si passa invece alla fase più radicale: Ministro e Tesoro unici per la zona euro, «Safe asset» europei, Fondo monetario Ue. La «riflessione» della Commissione europea sul completamento dell'Unione monetaria è illustrata in un documento di quaranta pagine, che cerca di tenere insieme istanze opposte. Quelle dei Paesi del Sud, che puntano a messa in comune dei rischi e semplificazione delle regole, e quelle dei Paesi del Nord, che non vogliono mettere in comune risorse finché i rischi non si saranno azzerati. Per questo Bruxelles propone diverse opzioni, senza preferenze, per alimentare un dibattito che porterà nei prossimi mesi alla definizione della vera «road map» per la riforma della Governance economica europea. La Commissione lavora su un orizzonte temporale a breve termine (2017-2019), e uno a lungo (2020-2025). Alla prima fase sono riservate tutte quelle proposte già sul tavolo, ma ferme, come l'assicurazione comune sui depositi (Edis) e il «backstop» per il fondo salva-banche, due forme di condivisione dei rischi che devono essere accompagnate da una loro riduzione, ovvero tagliando i crediti deteriorati. Per aumentare la convergenza, Bruxelles pensa ad un legame tra riforme e fondi Ue, creando incentivi. Con una maggiore convergenza, si può anche dare al fondo salva-Stati Esm una funzione di stabilizzazione, cioè di intervento in caso di shock economici. Nella prima fase c'è anche una proposta destinata a far discutere, perché somiglia molto all'idea di Eurobond. Si tratta dei bond sovrani della zona euro, strumenti finanziari (cartolarizzazioni) che non prevedono mutualizzazione ma solo l'impacchettamento di bond nazionali per avere asset di alta qualità con rischi molto bassi. «La posizione di rifiuto degli Eurobond e di condivisione del debito non è cambiata», ha subito fatto sapere Berlino. Alla fase successiva sono invece riservate tutte quelle proposte, ancora molto vaghe, che incidono profondamente nella struttura della governance dell'Eurozona.

