Ultima chiamata per la Tari Il 30 scade la quarta rata

4 Novembre 2019

Si avvicina il termine per i contribuenti che devono versare di nuovo l’imposta Sono pronti a partire i controlli, sanzioni del 30% per chi non ha pagato subito

PESCARA. Si avvicina un nuovo appuntamento con la tassa sui rifiuti. Entro sabato 30 novembre, migliaia di contribuenti dovranno recarsi agli sportelli delle banche o delle Poste per versare l’ultima rata della Tari. Si tratta della scadenza più importante dell’anno per questo tributo comunale, perché a partire da dicembre, almeno in teoria, dovrebbero partire i controlli per verificare chi ha pagato e chi no.
Tuttavia, gli uffici dell’assessorato alle finanze, guidato da Eugenio Seccia, hanno sempre assicurato di non aver mai erogato in passato avvisi di accertamento per tardivo versamento, specie se si tratta di un ritardo di pochi giorni, perché la priorità dell’ente resta quella di recuperare le quote di evasione.
CHI DEVE PAGARE. La tassa sui rifiuti deve essere pagata da chiunque possegga o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti. Sono escluse le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili e le aree condominiali.
ULTIMA SCADENZA. Resta da pagare la quarta e ultima rata del 2019 e la scadenza è fissata per sabato 30 novembre. Le altre rate sono scadute il 31 marzo, 31 maggio e 30 settembre scorsi. Chi ha scelto di pagare in un’unica soluzione doveva recarsi alla cassa entro il 16 giugno scorso.
COME SI VERSA. I pagamenti devono essere effettuati con i modelli F24 precompilati, che il Comune ha provveduto ad inviare entro marzo scorso. Qualora i modelli non fossero stati recapitati, oppure non tenessero conto dei fatti che determinano un diverso ammontare del tributo dovuto, il contribuente potrà fare due scelte. Pagare in autoliquidazione del tributo dovuto per non incorrere nella sanzione prevista per l’omesso o insufficiente versamento della tassa. Oppure, scaricare i modelli dal sito Internet del Comune (www.comune.pescara.it) cliccando sul link «Cassetto fiscale» e registrandosi con le proprie credenziali.
COME SI CALCOLA. Bisogna fare innanzitutto la distinzione tra utenze domestiche, ossia le famiglie e quelle non domestiche, cioè imprese, attività professionali, negozi, alberghi, ristoranti, bar. La tassa annua per quelle domestiche si ottiene sommando la quota di tariffa variabile, corrispondente al numero di occupanti, alla cifra risultante dalla moltiplicazione delle superfici occupate in metri quadrati per la quota di tariffa fissa. Al risultato ottenuto si dovrà aggiungere il 5 per cento dell’imposta provinciale. Per le utenze non domestiche, invece, si moltiplica la somma della quota di tariffa fissa e variabile per la superficie espressa in metri quadrati. Al risultato va aggiunto il 5 per cento del tributo provinciale.
LE SANZIONI. Almeno sulla carta, le sanzioni per ritardato od omesso versamento ammontano al 30 per cento dell’imposta da pagare. Tuttavia, i contribuenti che vogliono mettersi in regola potranno utilizzare lo strumento del ravvedimento operoso, che prevede sanzioni notevolmente ridotte, purché venga esercitato entro il termine di un anno.
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