Ultimatum al sindaco per “liberare” Del Vecchio

17 Marzo 2017

I giovani del Pd rilanciano il nome di Pagnanelli alla presidenza del consiglio e chiedono il ritiro della candidatura di Presutti. Ma la maggioranza è divisa

PESCARA. Una sbirciatina, Del Vecchio è già andato a darla in Regione, all’ufficio che potrebbe diventare il suo. Ieri mattina, con la scusa dei saluti, il vice sindaco è andato a trovare, al suo ultimo giorno di lavoro, proprio Claudio Ruffini, il capo della segreteria del presidente della Regione che lui dovrebbe sostituire su espresso desiderio di D’Alfonso. Un passaggio che, se tutto dovesse andare a dama, potrebbe avvenire materialmente già la prossima settimana. Ma non è detto e non è certo. Lo sa bene il vice sindaco, esperto conoscitore delle psicologie e degli equilibri della coalizione che sin dall’inizio ha detto di sì alla richiesta di D’Alfonso, «ma a patto che tutte le caselle siano riempite nel modo migliore».

Tutte le caselle che poi, di fatto, è solo una. La poltrona del presidente del consiglio che verrebbe a liberarsi con il passaggio di Antonio Blasioli al posto di Del Vecchio. Unica mossa, questa, data per assodata e certa, pronta a essere formalizzata già lunedì.

Ma non è detto e non è certo perché il Pd continua a restare diviso sul nome del successore di Blasioli (Presutti o Pagnanelli) da proporre al consiglio comunale. Per questo, il sindaco Alessandrini è al lavoro per sbrogliare il prima possibile una matassa che al contrario potrebbe far evaporare l’intero progetto, considerando l’ultimatum ricevuto ieri dalla rappresentanza dei “giovani” (Perfetto, Cuzzi, Giampietro, Kerchoud e Pagnanelli). Gli stessi che, con i vertici locali del Pd, sostengono il criterio del consenso e della rappresentatività e con questo il nome di Pagnanelli, il più votato in Consiglio.

«O Presutti ritira la sua candidatura, o per noi il vice sindaco resta Del Vecchio», avrebbero detto in sintesi ieri mattina i “ribelli” ad Alessandrini motivando la ferma presa di posizione con la necessità di salvaguardare l’attuale equilibrio politico finora garantito con Del Vecchio vice sindaco. Non ne fanno una questione di nomi, dicono, ma di bocconi amari che sono stanchi di buttare giù dopo che il consigliere più votato del Pd, Pagnanelli appunto, ha dovuto rinunciare prima al posto di assessore, andato a Giuliano Diodati,e poi a quello di capogruppo ricoperto proprio da Presutti.

Ma al di là di tutto, la partita è ancora aperta. Lo sa bene il sindaco a cui tocca la sintesi finale sul nome da portare in Consiglio. Una scelta da fare presto, senza perdere tempo e soprattutto evitando di aprire falle pericolose all’interno della coalizione. E conta poco se i “ribelli” si sentono il coltello dalla parte del manico, convinti che senza il loro lasciapassare l’operazione Del Vecchio tramonterà. Perché la partita è ancora aperta. I consensi, per Pagnanelli o Presutti, sono divisi a metà. E senza tener conto delle preferenze per Presutti dichiarate dalle opposizioni (Cinque stelle esclusi).

Ma decidere, bisogna decidere. Come ha detto Del Vecchio due giorni fa, «la soluzione o c’è o non c’è». Tutto dipende da quanto D’Alfonso voglia, e abbia bisogno, di una professionalità e di un braccio destro come Del Vecchio, già suo vice al Comune di Pescara. Perché al di là di confronti, incontri e scontri, alla fine sarà uno solo a decidere.

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