Ultimi giorni per la mostra sui luoghi di culto nel Parco

FARINDOLA. “Mons Dei: Luoghi e testimonianze di devozione secolare nel territorio farindolese”, è il tema della mostra fotografico- documentaria che chiuderà i battenti venerdì prossimo, dopo quasi...
FARINDOLA. “Mons Dei: Luoghi e testimonianze di devozione secolare nel territorio farindolese”, è il tema della mostra fotografico- documentaria che chiuderà i battenti venerdì prossimo, dopo quasi due mesi di apertura nel Polo Scientifico del parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga di Farindola.
La mostra, a cura di Antonio Costantini, può essere visitata di mattina solo su prenotazione telefonando al numero 338.5971155 e tutti i pomeriggi, dalle 16 alle 20.
Si tratta del primo censimento completo dei siti farindolesi legati a una forma di culto o ad un fatto sacro, e promuove la valorizzazione culturale del paese e ne riprende le usanze. L’allestimento della mostra Mons Dei prevede 9 pannelli bifacciali con descrizioni e numerose immagini di tutti i luoghi di culto, i ruderi, le cappelle, le ricognizioni archeologiche delle chiese scomparse, le grotte, le sorgenti e tutti gli elementi architettonici a carattere votivo, riscontrabili per le vie del paese, in campagna e nei siti montani.
È inoltre presente uno spazio riguardante il folklore religioso locale; una sezione con foto d’epoca originali coperte da una lastra di vetro; un tavolo con le riproduzioni di documenti d’epoca dal XVI al XX secolo; un iPod che offre la la possibilità di selezionare e ascoltare in cuffia 18 leggende sacre farindolesi (9 in italiano e 9 in inglese), raccontate dalla voce di Silvia Soranno; un proiettore che trasmette video tematici realizzati per l’occasione da Riccardo Paracchini, e una teca con alcuni reperti inediti opportunamente catalogati, custoditi da privati e dall’Archeoclub di Pescara. L’esposizione prevede inoltre una serie di eventi collaterali come camminate a tema in alcuni luoghi descritti e giornate studio sul campo con amici archeologi, storici dell’arte, antropologi e appassionati di fotografia ed escursioni, tutto ciò anche in vista di un futuro convegno dove verranno elencate le scoperte effettuate.
Francesco Bellante
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