Umilia i familiari: siete solo dei numeri
Loreto Aprutino: la moglie e le figlie non potevano avere rapporti con l’esterno. Si occupava lui di tutto, anche della spesa
LORETO APRUTINO. Moglie e figlie erano dei numeri, come se non avessero più un nome. Se a casa lui era il numero 1, la moglie era contraddistinta dal numero 2, mentre alle figlie aveva affibbiato i numeri 3, 4 e 5. Le chiamava così. E non avevano voce in capitolo su nulla. Non potevano avere contatti con il mondo esterno perché si occupava di tutto lui, dalla spesa alle incombenze quotidiane. Le altre non avevano alcuna possibilità di agire, la libertà era pari a zero.
È questo lo scenario in cui una donna e le sue figlie minorenni sono state costrette a vivere fino a giugno 2018, quando la malcapitata si è rivolta ai carabinieri di Loreto Aprutino e ha sporto denuncia per i maltrattamenti e le minacce subiti. Ma l’uomo, che ha circa 50 anni, non si è fermato con i suoi comportamenti assurdi e due giorni fa è stato arrestato, proprio a Loreto Aprutino.
Quando gli uomini dell’Arma hanno scoperto cosa accadeva in quella casa, e cioè continue vessazioni e maltrattamenti psicologici, si sono attivati per garantire la sicurezza delle vittime e presentato un primo rapporto alla Procura a seguito del quale è stato emesso un provvedimento di allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dai familiari. L’uomo non poteva più avere a che fare con moglie e figlie per cui si è trasferito a Penne, luogo di residenza dei genitori, mentre le altre componenti della famiglia hanno lasciato l’Abruzzo. Ma non è stato sufficiente perché il divieto è stato infranto. Lo hanno rilevato i carabinieri di Loreto che, di volta in volta, hanno segnalato tutto alla Procura, senza mai perdere di vista il capofamiglia. E due giorni fa sono stati loro a eseguire il provvedimento di arresto, emesso dal giudice per le indagini preliminare Luca Sarandrea (su richiesta del sostituto procuratore Andrea Di Giovanni). Gli sono stati concessi gli arresti domiciliari. Intanto, la donna che si è ribellata ai suoi maltrattamenti ha abbandonato la casa dove ha subito tante umiliazioni e ha cominciato un’altra vita. Con le sue figlie. (f.bu.)

