Un’associazione con le aziende agricole

CITTÀ SANT’ANGELO. Portare chiarezza in tutte le dinamiche che vedono protagoniste le aziende agricole per favorire l’economia che ne deriva e dare valore ai prodotti del territorio. Con questo scopo,...
CITTÀ SANT’ANGELO. Portare chiarezza in tutte le dinamiche che vedono protagoniste le aziende agricole per favorire l’economia che ne deriva e dare valore ai prodotti del territorio. Con questo scopo, dalla determinazione di un operatore di Città Sant’Angelo, Ernesto De Leonibus, è nata “In Agris”, un’associazione nazionale, apolitica, che mette insieme le tante realtà locali nate anche negli ultimi mesi in diverse zone d’Italia, con l’obiettivo di dare voce agli agricoltori e agli allevatori che nelle ultime manifestazioni e battaglie portate in strada con i trattori non si sono sentiti rappresentati dalle grandi confederazioni. A raccontare le motivazioni dell’iniziativa è proprio De Leonibus, eletto presidente dell’associazione, e affiancato dal vicepresidente Pasquale Di Sapio e dal segretario Armando Galdy. «Dal 22 gennaio 2024 agricoltori e allevatori italiani senza nessuna associazione del comparto agricolo e, soprattutto, senza nessuna figura politica al loro fianco», ricorda l’operatore agricolo, «sono scesi in strada con trattori, famiglie e cittadini che hanno sposato la causa di tutte le problematiche che coinvolgono non solo il comparto agricolo ma tutta la filiera che termina con i prodotti che oggi abbiamo a tavola. Quei prodotti che fino a poco tempo fa erano italiani».
Il presidente racconta che proprio nel corso di quelle battaglie, che hanno visto gli agricoltori e gli allevatori attraversare tutta l’Italia con i loro trattori, è nata l’esigenza di unire le forze e di fondare un’associazione che dia il giusto valore alla figura dell’imprenditore agricolo, che favorisca lo sviluppo del settore e «che si faccia carico di ogni richiesta, per poi essere presente non solo ai tavoli istituzionali, ma fra gli agricoltori e per gli agricoltori». Quegli agricoltori che si sono sentiti definire «divoratori di finanziamenti e di sostegni economici», prosegue De Leonibus, e che vogliono fare impresa «senza essere sabotati da chi sostiene e spinge per la qualità delle nostre produzioni, ma poi consente ai prodotti di bassa qualità di riempire le nostre tavole facendo leva sul basso costo». (a.l.)

