«Un bicchiere di birra? Meglio non bere niente»

PESCARA. Per evitare di risultare ubriachi alla guida di essere multati o denunciati e di vedersi confiscare l’auto c’è solo una cosa da fare: non bere, perché la capacità di smaltire l’alcol varia...
PESCARA. Per evitare di risultare ubriachi alla guida di essere multati o denunciati e di vedersi confiscare l’auto c’è solo una cosa da fare: non bere, perché la capacità di smaltire l’alcol varia da persona a persona, da uomo a donna, anche in base alla corporatura e all’età. E quindi meglio evitare di assumere sostanze alcoliche. Un consiglio indirizzato soprattutto ai giovani mentre gli adulti, magari, «possono permettersi una 0,2 di birra con una pizza», ma reazione non è uguale per tutti. Sono alcune delle riflessioni di Fabio Savini, responsabile dell’Unità operativa semplice dipartimentale di Farmacotossicologia della Asl.
Non c’è una formula precisa per dire quanto si possa bere perché i fattori da considerare sono tanti, fa notare. «Dipende dal sesso, dall’etnia, dalla corporatura e da quello che si mangia. Smaltisce maggiormente l’alcol l’etnia caucasica (la nostra) ma le donne hanno una capacità di smaltimento inferiore rispetto agli uomini del 50%. Considerato che le molecole che aiutano a liberarsi dell’alcol raggiungono la maturazione attorno ai 21-22 anni, i ragazzi sono i più a rischio e possono andare incontro al coma alcolico se non alla morte». A parità di alcol, poi, «un soggetto magro si ubriaca prima di uno grasso e chi è a stomaco vuoto va in alcolemia prima rispetto a chi è a stomaco pieno». Il consiglio è di «non bere, se ci si metta alla guida, perché nessuno sa qual è il proprio grado alcolemico. Oppure il quantitativo deve essere davvero minimo. Oppure, ancora, si devono fare delle misurazioni prima di salire in auto: si vendono dei test salivari», che tutti possono usare». Nessuno, insomma, sa per certo quanto potrebbe bere, se poi vuole guidare, non essendoci nulla di matematico, e considerato che siamo tutti diversi. Di certo, poi, «chi ha preso la patente da poco non può bere, per i primi tre anni». C’è anche un altro fattore da considerare, e cioè «la gradazione di ciò che si beve», che varia. Il picco massimo si raggiunge «dopo due ore», poi comincia a scendere. E per smaltire una sbronza possono volerci «anche 15 ore» quindi è importante «aspettare, per guidare». Il momento peggiore mettersi al volante è sicuramente quello in cui «si esce dal ristorante e ci si mette in macchina per andare a casa, magari dopo aver bevuto anche un amaro».
Savini si rivolge in particolare ai ragazzi, che “trattengono” l’alcol molto più tempo. «Non dovrebbero proprio bere perché l’alcol incide negativamente sulla crescita di una parte del cervello che matura fino a 21 - 22 anni».
Le reazioni, poi, sono diverse: c’è chi va in down, dorme, chi parla a raffica e chi diventa violento, non ha freni inibitori. Savini pensa alle «abbuffate alcoliche dei ragazzi e all’utilizzo delle benzodiazepine, la cui potenza aumenta sotto l’effetto dell’alcol». Un mix pericoloso che può portare alla morte. Di eccessi ne vede parecchi, in ospedale, dove arrivano molti giovani, «la maggior parte sono ragazze». (f.bu.)

