«Un campo sportivo sopraelevato»

Il progetto del designer Novelli per non perdere la memoria storica dello stadio
PESCARA. Conciliare il preziosissimo valore archeologico dell'area del Rampigna con la memoria storica dello stadio che tra gli anni 30 e gli anni 40 ha ospitato la Strapaesana, la squadra antesignana della Delfino Pescara. È la difficilissima sfida emersa con forza con il ritrovamento, nei primi giorni di giugno, prima dei resti di una donna risalente a 1600 anni fa e poi di altri scheletri di antichissimi pescaresi. È qui che si innesta il progetto del designer Attilio Novelli.
L’ex direttore del Consorzio industriale dell’area Chieti Pescara, appassionato di arte, scultura e disegno progettuale, fin dagli anni '80 si diletta nell'elaborazione di futuristiche idee di riqualificazione per la sua città di origine e per la vicina Montesilvano dove vive da 10 anni. Dopo le proposte per la sistemazione dell'area di risulta, per la realizzazione di un mega acquario nella zona del porto turistico con tanto di passerelle sull'acqua, o ancora per la riqualificazione del tratto fluviale con un collegamento diretto con l'aeroporto, l'attenzione del progettista si è focalizzata sul campo Rampigna.
«Ci sono due fazioni», evidenzia Novelli, «la parte sportiva della popolazione che ha i suoi ricordi di imprese epiche legate a quel campo. C'è poi la fazione legata agli scavi archeologici. Da qui ho pensato a un'idea che potesse accontentare gli uni e gli altri». Il progetto consiste nell'istituzione di un parco archeologico con un museo contenente tutti i reperti rinvenuti nell'area e nella «sopraelevazione del campo sportivo, da realizzarsi in superficie sintetica», spiega il designer «trasformabile all'occorrenza per altre discipline sportive, sostenuto da una struttura metallica adeguata ai carichi». Il campo sopraelevato avrebbe delle gradinate, sotto le quali, transiterebbero in galleria le automobili. Sempre in questa zona coperta, Novelli vorrebbe creare un percorso museale fino al Circolo canottieri La Pescara dove andrebbero custoditi anche i cimeli legati alla Strapaesana. Il parco dovrebbe contare su due accessi, su via Caduta del Forte e su via Spalti del Re, in piena autonomia rispetto agli impianti sportivi sospesi. Nella sua idea, Novelli include la ristrutturazione del Circolo attraverso un terrazzamento sul fiume, ma anche la realizzazione «di un ulteriore terrazzamento sulla golena fluviale nord e sul Lungofiume dei Poeti per contenere un grande parcheggio sopraelevato, collegato a sua volta con Pescara vecchia con un ponte pedonale, in una quota intermedia tra l'asse attrezzato e il piano della golena sud», specifica l'artista.
Con quest'ultima parte progettuale Novelli si trova così a rispolverare alcune delle sue proposte che risalgono agli anni '90, arricchite nel tempo e finalizzate alla creazione di un polo d'intrattenimento dalla zona di corso Manthoné fino all'area del fiume.
«Nello stesso sito sono concentrate due realtà cittadine di valore», afferma Novelli, «ma credo che si possa guardare a un futuro in cui la presenza dell'una non escluda l'altra e ambire a un progetto che collocherebbe Pescara allo stesso livello delle più celebrate città europee».
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