«Un cantiere infinito in viale Marconi»

5 Novembre 2022

Interrogazione del Pd sull’arteria con il limite a 30 all’ora: l’amministrazione chiarisca perché ci sono stati tanti ritardi

PESCARA. «Su viale Marconi è arrivato il momento per la giunta Masci di dire la verità. Dovrà rispondere punto per punto alle domande che poniamo». Il Partito democratico e le liste di centrosinistra annunciano la presentazione di una interrogazione a risposta scritta sulla strada diventata da giovedì Zona 30, ossia con il limite di 30 chilometri orari, «per far luce sui punti non chiari del cantiere infinito di viale Marconi, che sta diventando al tempo stesso un incubo per chi è costretto a conviverci e una barzelletta per chi osserva tutto ciò da lontano», affermano il consigliere regionale Antonio Blasioli ed i consiglieri comunali Piero Giampietro, Stefania Catalano, Francesco Pagnanelli, Marco Presutti, Giovanni Di Iacovo, Marinella Sclocco e Mirko Frattarelli.
Il centrosinistra ha preparato un’interrogazione circostanziata per fare luce su troppi lati oscuri del cantiere infinito. Fra le domande, si chiede «quanto è durato complessivamente il lavoro di viale Marconi rispetto agli iniziali 189 giorni»; «quanto è stato speso fino ad oggi per rifare la strada, tra appalto principale e affidamenti extra appalto»; «quanto sia aumentata la spesa rispetto all’iniziale somma di 1.183.495 euro»; «se siano state sollevate contestazioni alle singole ditte che hanno operato per i ritardi, e nel caso quali, oppure, nel caso in cui non siano state sollevate contestazioni quali giustificazioni a supporto questa amministrazione assume in merito per confermare la validità dell’azione amministrativa su tale plurimo appalto».
E ancora: «come mai le aiuole nelle rotatorie lungo viale Marconi risultassero già lavorate (almeno per la parte a verde) già dal 17 e dal 23 giugno, mentre l’affidamento è stato ratificato con determina del 19 agosto; «visto che il dirigente ha rilevato un inadempimento contrattuale del servizio così grave non ha escusso la relativa polizza professionale per il ristorno dei danni subiti dalla stazione appaltante?»; «come è stato possibile affidare l’installazione degli impianti semaforici sugli incrosi e poi riaffidarli a una ditta con affidamento diretto mediante altro atto amministrativo esterno all’appalto principale e solo in seguito approvare la variante».