Un comitato vuol rilanciare il rione

18 Marzo 2018

L’avvocato Di Credico ha coinvolto i residenti. Martedì il prossimo incontro

PESCARA. Un quartiere alla riscossa, che non ci sta a rassegnarsi al degrado e all’illegalità diffusa. È Rancitelli, dove alcuni residenti hanno deciso di costituirsi in comitato per imprimere una svolta alla zona. Tant’è che il 28 febbraio scorso si sono già riuniti, in una cinquantina, nella chiesa dei Santissimi Angeli Custodi del parroco don Massimiliano De Luca, il quale, a Fontanelle, negli anni precedenti, ha già operato per una riqualificazione del quartiere.
A dare il via all’iniziativa, è stata una giovane di 25 anni, Francesca Di Credico, praticante avvocato, residente nel quartiere, che ricomprende da un lato via Aterno e via Tiburtina; e, dall’altro, via lago di Capestrano e via Stradonetto. La voglia è tanta, anche perché, racconta l’aspirante legale, il suo rientro in città, e nel quartiere, dopo anni di assenza, è stato sorprendente. Ma in negativo. «Sono stata a Milano sei anni, per studiare giurisprudenza all’Università Cattolica», racconta Di Credico, «e, al mio ritorno nel quartiere, avvenuto da poco, ho trovato spaccio di droga e prostituzione. Non che prima questi fenomeni non ci fossero, ma ora credo che siano aumentati».
Problemi che interessano una vasta popolazione, che, secondo alcune stime, raggiungerebbe i diecimila abitanti. Ora, per l’ex quartiere 3, Villa del Fuoco, dove tra l’altro sono in piedi anche progetti come quello della Caritas, Ninive, si annuncia un tentativo di rilancio proprio da chi il quartiere lo vive giorno per giorno. «Noi avevamo due possibilità», osserva Di Credico.
«La prima era quella di scendere in strada, per protestare. La seconda era quella di intraprendere un lavoro molto duro e ripensare un intero quartiere. Abbiamo scelto la seconda ipotesi». L’analisi di Di Credico è, infatti, spietata. «Noi diciamo che via Tasso e via Sacco, per esempio», dice la giovane, «siano due vie commercialmente morte. E poi manca un’edicola, un asilo nido e servizi essenziali. Nella prima riunione che abbiamo avuto», continua il futuro avvocato, «all’incontro hanno partecipato anche degli artigiani ed è venuto fuori che vorremmo istituire una scuola di mestieri». Insomma, di proposte, per la riqualificazione del quartiere, ce ne sono state tante, dopo che tutto si è iniziato con un post su Facebook, da parte di Di Credico, sul suo profilo.
«Da allora», racconta, «ho ricevuto tanti messaggi. A questi, poi, sono seguiti mille volantini che ho fatto stampare e che ho distribuito nel quartiere. Noi, quello che non vogliamo per il quartiere lo sappiamo già. Ora è arrivato il tempo di dire quello che vogliamo». Il parroco don Massimiliano ha subito aderito al progetto di costituzione del comitato, tanto da spendersi in prima persona. «Abbiamo creato un comitato di quartiere», dice il sacerdote, «che vuole progettare in positivo il futuro del nostro territorio, cercando di capire quali siano quelle positività che mancano, che sono realizzabili e che farebbero tornare il nostro quartiere abitabile».
Il prossimo incontro del comitato, che ancora non ha un nome, è fissato per martedì 20 marzo, alle 21, nella chiesa dei Santissimi Angeli Custodi, in via Lago di Posta 9. Il titolo è, appunto, “Come dovrebbe essere il nostro quartiere?».
Vito de Luca
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