«Un danno d’immagine, riparabile»

Il presidente Federalberghi: conta il passaparola dei turisti, ma dobbiamo lavorare
PESCARA. Quanto conta per un Comune poter vantare un vessillo come la Bandiera Blu piuttosto una Vela di Legambiente? Lo abbiamo chiesto a Giammarco Giovannelli, presidente regionale di Federalberghi – nonchè operatore turistico in quanto titolare di un hotel ad Alba Adriatica – fresco della nomina di componente effettivo della giunta nazionale della federazione degli albergatori. «Non avere la Bandiera Blu o altri vessilli comporta un danno d’immagine e soprattutto d’opinione che demotiva in particolare il nuovo cliente. Tuttavia registriamo un passaparola positivo che in genere controbilancia questo elemento negativo».
Giovannelli ci tiene a precisare che nella giunta nazionale è stato cooptato anche Emilio Schirato (Pescara) e che nella “squadra” regionale sono stati confermati anche Caterina Celenza (Chieti) e Mara Quaianna (L’Aquila). Inoltre fa i nomi dei componenti del Comitato giovani anch’esso appena rinnovato: Daniela Renisi (Pescara), Ilaria Cimorosi (Teramo), Daniel Franchi (L’Aquila), Filippo De Santis (Chieti), quest’ultimo nominato anche presidente regionale della federazione giovani. «Colgo l’occasione per ringraziarli pubblicamente per il loro prezioso apporto di idee al consiglio federale», aggiunge Giovannelli che riprende quindi il discorso sul turismo alla luce dei risultati delle Bandiere Blu. «Dovrebbero rappresentare la certificazione di qualità di territori e servizi», afferma, «per quel che ci riguarda abbiamo sempre asserito che devono essere degli obiettivi sui quali le amministrazioni credono e lavorano tutto l’anno, che devono essere il frutto di programmazioni strutturali. Il problema è che la materia non è autorevolmente considerata perché si commette l’errore di personalizzare troppo la programmazione».
Il risultato è una situazione in cui si va in ordine sparso. «In Abruzzo c’è bisogno di riperimetrare il settore turistico», incalza il presidente regionale Federalberghi, «le Bandiere Blu devono essere una certezza, non rappresentare una rincorsa. Non si può più pensare ad un vessillo disomogeneo, ma abbiamo bisogno di certezze e priorità. E soprattutto di riscontri positivi grazie ai quali alla fine possiamo ringraziare i turisti».(a.mo.)
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