Un defibrillatore per la movida senza rischi

15 Agosto 2021

I titolari di un locale donano lo strumento salva-vita al Comune, Fiorilli: tutti possono usarlo, è facile

PESCARA. «Pensiamo che un defibrillatore possa essere di aiuto, a piazza Muzii e nella zona circostante. Perché quest’area non è frequentata solo da giovani ma anche da persone più grandi e in passato ci sono stati episodi poco felici, abbiamo capito che quando si verifica un malessere l’intervento tempestivo dei soccorsi fa la differenza». Sono le parole di Francesco Belardo, titolare insieme a Lorenzo D’Arcangelo di Caracò, il locale all’angolo tra via Cesare Battisti e piazza Muzii: sono stati i due imprenditori a regalare un defibrillatore semiautomatico al comune di Pescara, scegliendo come tramite il consigliere comunale Berardino Fiorilli. Ieri mattina c’è stata la consegna ufficiale nelle mani del sindaco Carlo Masci, alla presenza di Cristina D’Angelo, governatore della Misericordia e del personale della Misericordia, che ha simulato un intervento, direttamente in piazza, sull’utilizzo del defibrillatore in caso di arresto cardiaco (proprio l’associazione realizzerà un corso mirato). L’apparecchio è già al suo posto, a disposizione di tutti, vicino alla scalinata di ingresso del mercato coperto, e «ci auguriamo che questa donazione sia di esempio per altri», commenta Belardo, perché «nelle zone della movida ci vorrebbero altri defibrillatori, così come sul lungomare».
«La sicurezza è anche questo», ha commentato Fiorilli facendo notare che il dispositivo collocato in piazza Muzii «può essere utilizzato da tutti», nel senso se non è complicato maneggiarlo, e «la sua presenza può fare la differenza, per assicurare tempi di intervento rapidi perché in certi casi pochi minuti si possono rivelare preziosi». Per Masci è «importante che ci sia un presidio di salvaguardia della vita umana» in una zona centralissima della città «molto frequentata» in modo particolare nelle ore notturne per la presenza di molti locali. «Si scrive una bella pagina di collaborazione», ha proseguito Masci sottolineando il ruolo della Misericordia e delle «associazioni di volontario per l’impegno che assicurano» e che nell’ultimo periodo è stato tangibile nella «gestione della pandemia. Certo, c’è da augurarsi che questo defibrillatore non serva mai», ha detto. «Tutti», ha sottolineato D’Angelo, «possono intervenire con il defibrillatore, anche chi non è addestrato per salvare vite».
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