Un dossier sugli stalli: «Ecco quelli corretti»

L’associazione dei Ciclisti anonimi pescaresi ha realizzato uno studio sulle rastrelliere in città
PESCARA. Sono efficaci e sicuri gli stalli tondeggianti posizionati negli ultimi mesi dall'amministrazione comunale su varie zone della città, dal piazzale antistante il municipio, lungo le vie del centro fino al lungomare e in alcune aree di Porta Nuova come via d'Avalos. E' quanto sostiene Fabrizio Montefusco, dell'associazione Cap 15 Ciclisti anonimi pescaresi, che ha realizzato un dossier in cui vengono bocciate molte vecchie rastrelliere, quelle a terra per esempio, o le barre verticali posizionate lungo le vie della città. L'associazione ha svolto "una ricognizione" sulle varie tipologie di rastrelliere e dalle indagini dei volontari è venuto fuori che i vecchi stalli poggiati a terra dalla forma squadrata, circolare o a serpentone, come ancora ce ne sono ovunque, a esempio in viale Bovio o sul lungomare, «consentono di legare solo la ruota e non il telaio insieme» come, invece, dovrebbe essere un buon sistema di protezione. Per Montefusco, le catene migliori per legare le bici «devono costare almeno 30-40 euro e non pochi spiccioli» e non devono toccare terra nel momento in cui si lega il mezzo allo stallo perché "sono più facilmente tranciabili da una tronchesina sfruttando la leva a terra e il peso del corpo del maldestro».
Le rastrelliere a forma di serpentoni di metallo rappresentano per i Ciclisti anonimi che hanno effettuato la ricerca «uno spreco di materiale in quanto le tante spirali troppo fitte non consentono il parcheggio di un corripondente numero di bici». Inefficaci anche le barre verticali perché «la distanza tra telaio e rastrelliera è troppa. Quindi, dovremmo legare solo la ruota con una chiusura risulta che poco sicura oppure è possibile legare ruota e telaio, ma solo agli estremi della rastrelliera».
Queste tipologie di rastrelliere indicate «rendono difficoltoso il parcheggio delle bici con cestino o portapacchi, che occupano più spazio e che quindi non sempre riescono a incunearsi tra le altre. E' necessario parcheggiarle alle due estremità degli stalli». Molto sicure, secondo l'associazione Cap 15, le rastrelliere rotonde (sembrano racchette) posizionate in via d'Avalos e tutti i nuovi stalli (negli ultimi tempi adorni di poesie) che il Comune sta dislocando sulle vie cittadine. Soluzioni, queste, «un tantino meno economiche ma efficaci e modulari», come quelle adottate dal comune di Sesto Fiorentino, a U rovesciata, saldate a due barre di metallo parallele avvitate a terra: «La messa in posa di questa tipologia di stalli evita di scavare marciapiedi o asfalto». Infine, bocciato dai Ciclisti anonimi pescaresi, circa 200, il metodo adottato dai vigili urbani di prelevare le carcasse delle due ruote abbandonate. «In caso di rimozione, sarebbe cosa buona e giusta avvisare il cittadino del prelievo del mezzo in tale giorno e tale ora con un biglietto o un adesivo da lasciare sulla bici, come nelle città europee. E ogni proprietario dovrebbe avere una foto della bici, meglio se con la marchiatura antiscippo, per effettuarne il riconoscimento in caso di furto». (c.co.)

