Un esposto in procura per salvare il Marconi

PESCARA. La battaglia di due insegnanti, Giuseppe Di Giampietro e Mirella Berardocco, per difendere il Marconi dalle ruspe. Ieri mattina erano davanti alla scuola di via Marino da Caramanico per far...
PESCARA. La battaglia di due insegnanti, Giuseppe Di Giampietro e Mirella Berardocco, per difendere il Marconi dalle ruspe. Ieri mattina erano davanti alla scuola di via Marino da Caramanico per far sentire la loro voce «e quella dei genitori e studenti che rappresentiamo e che non vogliono l’abbattimento di questo storico edificio». Tra le mani un esposto-denuncia per abuso, falso ideologico e distruzione rilevante di bene pubblico presentato alla procura e alla Corte dei Conti. Sul muro della scuola un lungo striscione rosso: «Difendiamo il diritto allo studio. Basta favole Zaffiri, pretendiamo certezze». E tanta rabbia in corpo: «Giù le mani dal Marconi, questa è una scuola bellissima e sono stati spesi, negli anni, milioni di euro per renderla sicura. Non è necessario demolire un edificio imponente e con una grande storia alle spalle, tanto meno abbattere i 50 alberi intorno per costruire una strada, basta riqualificarla». Invece «la Provincia ha deciso di buttare giù una struttura che vale 19 milioni di euro, secondo le nostre ricerche a seguito degli accessi agli atti, con 7,8 milioni disponibili per ricostruire, chissà in quanto tempo, un enorme capannone». Scrivono nell’esposto che «le dichiarazioni di inadeguatezza strutturale sono inconsistenti e fumose. Nessuno ci ha ancora indicato una sede alternativa». Mentre la loro proposta è «una scuola tampone, magari all’ex Cofa, che possa servire sia ad ospitare il Marconi sia altre scuole, in caso di necessità».

