Un francese al vertice dello Ior

6 Luglio 2014

Operazione trasparenza: de Franssu in pole per sostituire Von Freiberg

CITTA’ DEL VATICANO. Potrebbe avere i giorni contati il presidente dello Ior, la banca vaticana, Ernest Von Freiberg. Ieri sono iniziati in Vaticano i lavori della Segreteria dell’Economia, una sorta di ministero del Tesoro d’Oltretevere. E, a meno di sorprese dell’ultima ora, il posto del tedesco Von Freiberg dovrebbe essere preso dall’economista francese Jean Baptiste de Franssu. L’annuncio è previsto che arrivi mercoledì.

La Segreteria, infatti, terminerà gli incontri proprio a metà della prossima settimana. E oltre ad occuparsi dello Ior, dovrà mettere a punto la spending review delle finanze della Santa Sede già avviata un anno fa. Ancora non è stato pubblicato il bilancio consuntivo del 2013, ma i conti non sarebbero in attivo. Per questo sono state chiamate una serie di società di consulenza, come Kpmg e McKinsey, con l’obiettivo di razionalizzare le spese. Su un punto però Francesco è stato fermo: «Finché ci sarò io in Vaticano non si licenzierà nessuno. Semmai si potranno abolire le consulenze di chi ha già un lavoro all’esterno».

Obiettivo è anche evitare l’uso indebito dei fondi che la Chiesa ha a sua disposizione. Ieri è stato interrogato nel Tribunale vaticano l’economo della basilica di Santa Maria Maggiore, mons. Bronislaw Morawiec, accusato di gravi ammanchi.

Certo, comunque, la partita dello Ior è la più delicata. L’istituto sarà chiamato a diventare una banca commerciale a tutti gli effetti, limitando al minimo gli investimenti sui mercati internazionali, che saranno gestiti dall’Apsa, l’organismo che amministra i beni della Chiesa nel mondo. Investimenti che hanno portato a ridurre al minino l’attivo e che sono stati fonte di polemiche, si veda il prestito da 15 milioni concesso alla Lux Vide di Ettore Bernabei, su intercessione, sembra, dell’ex segretario di Stato il cardinale Tarcisio Bertone. Jean Bapstiste de Franssu è molto vicino al cardinale George Pell, a capo del Segreteria e uomo di fiducia del Papa. Assieme alla nomina del neo presidente, dovrebbe essere rinnovato tutto il board dell’istituto, in cui però i Cavalieri di Colombo manterranno un’influenza determinante. Insomma, l’episcopato anglosassone continua a guadagnare spazio nella Chiesa di Francesco.

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