Un «grazie» alla Brigata Majella E Cirilli scherza coi corazzieri

SULMONA. Striscioni di benvenuto, stendardi alle finestre, bandierine in mano alle scolaresche e vetrine a tema: Sulmona regala la sua accoglienza presidenziale al capo dello Stato. I più entusiasti...
SULMONA. Striscioni di benvenuto, stendardi alle finestre, bandierine in mano alle scolaresche e vetrine a tema: Sulmona regala la sua accoglienza presidenziale al capo dello Stato.
I più entusiasti sono i bambini delle scuole elementari e medie che dalle 9 hanno attesi Mattarella in piazza XX Settembre. Una folla colorata, con bandiere, cappellini, striscioni e cori. All’arrivo del presidente la piazza si ammutolisce e i piccoli delle scuole sulmonesi intonano l’Inno d’Italia. Mattarella li saluta, si avvicina, stringe le loro manine. Più di qualche bimbo gli chiede un autografo, fra gli applausi della folla. Elettrizzati gli alunni delle classi quarte e quinte delle elementari Lombardo Radice, dopo l’incontro ravvicinato col capo dello Stato. «La maestra ci ha preparato sul ruolo importante che riveste», racconta la piccola Alissa, «per noi è stata un’emozione stare così vicino a una persona che vediamo solo in televisione e che è il nostro capo». Il candore tipico dei bimbi scatena anche risposte esilaranti. «Pensavo avesse la pancetta», racconta Alessia, «invece è magro». Non mancano i delusi per la visita in piazza XX Settembre. «Lo abbiamo aspettato per un’ora e siamo riusciti a vederlo solo per qualche minuto», protesta Giovanni, «anche perché camminava troppo lentamente». Riportano la conversazione su toni più “solenni” le maestre della Lombardo Radice, Maria Tirimacco, Tiziana Ruscitti, Anna Cottone, Antonella Di Gregorio, Stefania De Bartolomeis e Marilena Mascio.
«È stato un momento molto emozionante», commenta la Tirimacco a nome delle colleghe, «soprattutto per i bambini, che si sono preparati tanto per questo evento». Il momento più toccante arriva quando Mattarella si avvicina al gruppo di reduci della Brigata Majella, formazione partigiana protagonisti della liberazione dell’Italia durante la Seconda guerra mondiale. I partigiani sono su un lato della piazza e aspettano Mattarella col fazzoletto tricolore al collo. Il capo dello Stato si avvicina e stringe la mano a due di loro, Gilberto Malvestuto, ultimo ufficiale ancora in vita, e Raffaele Di Pietro.
«Sono onorato», racconta il reduce Di Pietro, «il presidente ci ha ringraziato per quello che abbiamo fatto per il nostro Paese. È stata un’emozione stringergli la mano, Sulmona torna nella storia della Repubblica, proprio come accadde quando venne l’allora presidente Carlo Azeglio Ciampi».
Ognuno ha voluto fare la sua parte in città, come alcuni commercianti che hanno rinunciato al loro giorno di chiusura e hanno allestito le vetrine con addobbi a tema ovidiano. Fra litografie e stampe, i negozianti del centro storico si sono sbizzarriti con manichini vestiti con costumi dell’antica Roma e occhiali ispirati a Ovidio 2017. Come hanno fatto l’ottica Ammazzalorso, i negozi di Confetti Ovidio e Pelino (che ha esposto un’opera di Nunzio Di Placido raffigurante il poeta) su corso Ovidio, il bar Europa e altri.
Non sono mancati siparietti divertenti, anche all’interno del teatro Caniglia, dove era in corso il Convegno internazionale di studi ovidiani. Approfittando dell’impegno del capo dello Stato, il comico sulmonese Gabriele Cirilli ha “preso in prestito” i corazzieri per fare foto e selfie. «Mattarella è uno di noi, come papa Francesco», ha detto l’attore dal foyer del Caniglia, «è una persona molto amichevole, quasi uno di famiglia. È intervenuto in un momento di difficoltà, anche se Sulmona meritava la sua visita a prescindere, soprattutto per la sua storia. Sulmona è innanzitutto la patria di Ovidio Nasone, poi di Milly Carlucci e poi ci sono io», ha concluso scherzando in mezzo alle altissime guardie in uniforme del capo dello Stato.
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