Un’imprenditrice: restate sempre donne e sconfiggete il cancro

22 Settembre 2019

Oggi corsa e camminata rosa per promuovere la prevenzione Madre di 4 figli racconta: rossetto e profumi anche da malata

PESCARA. «Signora, lei ha un tumore». È la comunicazione del medico che non ti aspetti. È il momento peggiore. Quando il mondo ti crolla addosso, la testa gira, vorresti essere morta per non ascoltare il cuore che batte all’impazzata. Ma nello stesso tempo respiri forte per paura di svenire. In quel momento scegli di vivere. Per te stessa e le persone che ami. È una frazione di secondo, ma nello stesso tempo è un attimo che dura un’eternità.
E quando la malattia si impadronisce del tuo corpo, non devi lasciarti andare ma devi trovare la forza mentale di essere bella fisicamente. Chi ha vissuto il dramma del tumore dice che, a volte, basta un rossetto, un bel vestito, una scarpa fashion, per risollevare la propria autostima e andare avanti con grinta per sconfiggere il mostro che vuole portarti via.
Nella giornata che conclude gli eventi legati al tour nazionale “Race for the cure” dedicato alla salute della donna, alla lotta al tumore al seno e alla sensibilizzazione alla prevenzione e alla ricerca con la corsa rosa che parte stamane, alle 9,40 da via Nicola Fabrizi per un tragitto di 5 km (o per la passeggiata di 2 chilometri), una nota imprenditrice pescarese, madre di quattro figli, che chiede di non pubblicare il suo nome, accetta di parlare della sua rinascita dopo aver scoperto di avere un tumore, più di un anno fa.
Come ci si sente quando il medico dice: lei ha un tumore?
Ci si sente vuote. In quel momento non ti senti né donna, né femmina. Senti che ti viene a mancare la parte più importante di te, il tuo essere donna e femmina allo stesso tempo.
Qual è stata la prima reazione dopo la scoperta della malattia?
Io ho reagito male. All’inizio, più di un anno fa, non trovavo la forza, non riuscivo a pensare, mi sentivo allo sbando. Poi, dopo tanto pensare, riflettere, elaborare, capisci che devi corciarti le maniche ed essere forte per te stessa e per gli altri. Devi pensare a chi ti vuole bene, ai figli, alla famiglia. Devi andare avanti. Per forza.
Come si esce dalla paura di un futuro incerto?
Se ne esce anche ricostruendo la propria femminilità. Se un corpo è malato, non è detto che sia finita per sempre. Io ho reagito agghindandomi. Ho messo il rossetto rosso, ho comprato profumi, ho indossato bei vestiti e scarpe. Avevo bisogno di sentirmi bella, donna, femmina, sicura di me. Anche così si ricostruisce l’autostima ed è questo il messaggio che voglio lanciare alle donne nelle mie stesse condizioni.
Adesso come sta?
Molto meglio. Molto bene. Lavoro ogni giorno per sentirmi bella e anche il lavoro mi aiuta tantissimo.
Ha mai pensato alla morte?
Non me lo posso permettere. Il primo pensiero è per i miei figli, la mia famiglia. E io voglio vivere.
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